Stadio, Lombardi accusa: "a portare Lanzalone a Roma sono stati i capi del M5s"

La capogruppo M5s nel Lazio: "è stato il gruppo che si occupava degli enti locali, mai chiesto favori a Parnasi"

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

globalist 14 giugno 2018

Chi ha dato tutto il potere che aveva al presidente di Acea Luca Lanzalone, arrestato con l'accusa di corruzione nella vicenda dello stadio della Roma, ha commesso un grave errore politico ed ora deve chiarire. Lo ha detto Roberta Lombardi, candidata presidente e capogruppo del M5s nel Lazio, che si difende e attacca i vertici dei Cinque stelle.
Nega che i consiglieri Ferrara e De Vito, a lei vicini, abbiano chiesto un sostegno al costruttore Parnasi per la sua campagna elettorale, come emerge nell'inchiesta sullo stadio della Roma.
"Non ho mai chiesto e nemmeno ottenuto 'a mia insaputa' - ha detto Lombardi a Repubblica - favori dal costruttore Parnasi. Quel che si comprende dalle carte è che Parnasi stava tentando un'opa sui politici romani, muovendosi a 360 gradi e avvicinando anche alcuni del Movimento, ma non me o candidati regionali. De Vito e Ferrara mi hanno informata del fatto che volesse conoscermi. L'ho incontrato solo una volta, alla Camera, dove ogni ingresso è protocollato, perché volevo vederlo in una sede istituzionale e volevo che tutto avvenisse in trasparenza. Ha parlato della sua azienda, della storia della sua famiglia. Congedandosi, ha detto: mi faccia sapere se ha bisogno di qualcosa. Non l'ho mai più cercato, visto o sentito da allora".
Poi l'affondo sui vertici del M5s. "A portare Lanzalone a Roma - ha detto Lombardi - è stato il gruppo che si occupava degli enti locali". Quindi Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro.
"Sono rimasta esterrefatta - ha aggiunto la capogruppo alla regione Lazio - dalla notizia sia dell'arresto che dell'indagine su Ferrara. Mai avrei pensato che degli episodi del genere potessero riguardare il mio Movimento. La differenza tra noi e gli altri dev'essere nella reazione. Mi auguro che la magistratura faccia celermente le sue indagini per la verità giudiziaria e che i 5 stelle individuino le responsabilità politiche e si faccia ammenda".
Lombardi ha poi raccontato il rapporto tra Lanzalone e i pentastellati. "Lanzalone è entrato in contatto con il gruppo che gestiva gli enti locali, da Livorno, dove ha lavorato bene per il risanamento dell'Aamps, fino a Roma, dove dopo il caso Marra fu messo a controllare tutto quello che Raggi aveva firmato nei mesi in cui lo aveva avuto come braccio destro".
E parla del suo scontro con l'avocato genovese sullo stadio della Roma. "Insisteva - ha ricordato Lombardi - dicendo che il progetto della giunta Marino, irricevibile perché puramente speculativo, non poteva essere revocato senza pagare grosse penali. Insieme ad alcuni consiglieri regionali chiesi un parere pro veritate a un importante studio legale e lo fermai. Sa cosa diceva di me? Meno male che non è diventata presidente, non sa fare politica. Sono fiera di non saper fare il suo genere di politica. Per quello scontro ricevetti molti attacchi interni e due ps sul blog".