D'Alema rassicura tutti: "Non mi ricandido più"

L'ex premier sostiene che l'esperienza di Liberi e uguali non è stata un fallimento. Poi, però, non chiude del tutto a un ritorno tra i dem

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

globalist 14 giugno 2018

Torna in tv dopo il duro colpo del risultato elettorale di Leu e dell'esclusione dal Parlamento. Massimo D'Alema parla a Otto e mezzo, ospite di Lilli Gruber. E dà due notizie in una volta sola. "Assolutamente non mi candiderò mai più, non ci penso neanche", dice dopo la partita in cui aveva tentato il tutto per tutto, candidandosi all'uninominale. E poi: "Non so se io e Bersani torneremo nel Pd". Insomma, non una chiusura.
Per il resto, l'ex premier difende l'esperienza di Leu: "Liberi e uguali non è un progetto fallito, vive una sospensione ma le cose sembrano rimettersi in movimento con l'avvio del tesseramento e della fase congressuale. Dopo il voto c'è stato uno stordimento, di tutta la sinistra. Stordimento da cui ci si deve riprendere, e spero tutti insieme, in prospettiva".
E non manca di attaccare il Partito democratico per la linea tenuta durante le consultazioni: "Penso che sia stato un errore spingere i 5 Stelle nelle braccia della Lega. Capisco che il Pd, dopo il voto, fosse in uno stato in cui non riusciva a fare politica. Ma diversi milioni di elettori di sinistra hanno dato fiducia ai 5 Stelle, perché in campagna elettorale hanno posto dei temi come la lotta alla povertà".
Che qualcosa si muova nell'area di Leu è evidente da giorni. In queste ore Bersani è tornato a chiedere un cantiere per chi si sente di sinistra, un partito di centrosinistra che riunisca tutti. Mentre pochi giorni fa un'ala di Liberi e Uguali aveva lanciato un appello contro l'alleanza con il Pd.