Paolo Savona rompe il silenzio e torna a parlare di Euro e "Piano B"

Con toni molto rassicuranti, il ministro delle Politiche europee ha detto che l'Euro non solo serve ma è indispensabile. E spunta l'ipotesi che sarà lui ad occuparsi dei rapporti con la Bce

Paolo Savona

Paolo Savona

globalist 13 giugno 2018

Più che parlare di europeisti e anti-europeisti sarebbe opportuno "aprire il dibattito su come stare in Europa per garantire all'Italia e all'Ue la crescita e il benessere sociale". È quanto ha affermato il ministro per le Politiche europee Paolo Savona nel corso della presentazione della sua autobiografia 'Come un incubo e come un sogno'.


L'economista ha chiarito che non intende per ora anticipare i suoi orientamenti: "Mi sto preparando ad affrontare problemi complessi e delicati", "relazioni con altri 26 ministri", "riunioni incombenti": quando il Governo avrà assunto l'orientamento su come affrontarli si saprà quali sono le decisioni "non mie, ma del Governo". E a testimonianza della mole di impegni che lo attende, Savona ha ricordato che "da un primo calcolo la preparazione al Consiglio d'Europa coinvolgerà 46 punti importanti".


L'euro "non solo ha aspetti positivi ma indispensabili: se vuoi avere un mercato unico devi avere una moneta unica, perché se permetti all'interno di un mercato che le monete si muovano tu rompi l'unità del mercato". Nel far presente che "la costruzione va perfezionata", l'economista ha sottolineato l'opportunità che "la Banca centrale europea, che gestisce la seconda moneta del mondo, sia dotata di uno statuto simile a quello delle altre banche centrali come la Fed statunitense".


"Io non voglio far tremare l'Europa", "non devo dare lezioni a nessuno", ha continuato Savona, rispondendo a un giornalista che gli faceva notare come nel suo libro una fascetta descriva l'opera come "l'autobiografia che fa tremare l'Europa". "Mi hanno chiesto di fare abiura di cose che non ho mai detto: avrei potuto fare come Galileo" al quale chiesero di abbandonare l'idea che la Terra si muovesse "e una volta insediato al ministero dell'Economia dire come Galileo 'Eppur si muove", ha poi aggiunto il ministro, precisando che: "Non esiste nessun piano B e non ho mai chiesto di uscire dall'euro".


L'economista ha tenuto a precisare che il suo ruolo è quello di "un tecnico che sta individuando le soluzioni tecniche che andranno sul tavolo dei politici". Ricordando la sua esperienza in Banca d'Italia dove al termine di lunghe e aspre discussioni tutti si uniformavano alle decisioni dell'allora governatore Guido Carli, Savona ha annunciato che altrettanto farà nella sua veste di membro del governo. Guardando oltre confine, il neo ministro ha osservato come Emmanuel Macron "sta giocando un ruolo molto importante". "Se troviamo un punto di incontro rilanciamo l'Europa alla grande", ha concluso.


Tra le ipotesi al vaglio nel governo intanto nella serata di ieri è spuntata proprio quella di affidare Savona la delega per i rapporti con la Bce e la Fed. L'economista, che per diversi giorni è stato in pole position per la guida del ministero di via XX settembre, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche sull'atteggiamento dell'esecutivo nei confronti dell'Unione europea. Ha annunciato di credere nel rispetto del vincolo del 3%, di non ritenere un piano B l'uscita dell'euro, di voler vestire i panni del tecnico e non del politico.