La 'almirantiana' Roberta Lombardi torna a parlare di fascismo buono

La candidata alla Regione Lazio cita "l'Inps conquista di civiltà". Ma l'Istituto previdenziale è stato fondato nel 1898 e non ha nulla a che fare con il fascismo

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

globalist 12 febbraio 2018

Dopo Matteo Salvini anche Roberta Lombardi dice che il fascismo ha fatto anche cose buone. E lo fa in un'intervista televisiva. "La mia famiglia votava per Almirante, era una figura di riferimento per i miei", ha detto Lombardi, candidata alla guida della Regione Lazio per il M5s.
"In merito al fascismo, ha aggiunto, c’è un principio della nostra Costituzione a cui aderisco completamente. Ma se penso all’Inps credo sia stata una conquista di civiltà, se penso alle leggi razziali penso a una delle pagine più buie della nostra storia".
Bisognerebbe però ricordare a Lombardi che "la conquista di civiltà" non ha nulla a che fare con il fascismo perché l’Istituto nazionale della previdenza sociale è stato fondato nel 1898 con la denominazione Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai e poi trasformato da Mussolini nel 1933 in Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, diventato poi Inps nel 1943.
Ma Lombardi non è nuova a certe affermazioni. Già nel 2013 l'allora capogruppo alla Camera dei pentastellati, aveva detto cose analoghe. "Da quello che conosco di CasaPound - aveva scritto Lombardi nel suo blog - del fascismo hanno conservato solo la parte folkloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia".