No Tap: ripreso l'espianto degli ulivi, torna la mobilitazione degli attivisti

Barricate in strada dopo che ieri il Tar ha respinto il ricorso della Regione contro l'autorizzazione all'espianto ulivi. Già in 300 manifestano davanti al cantiere del gasdotto.

Barricate No Tap

Barricate No Tap

globalist 21 aprile 2017

A Melendugno gli attivisti No Tap sono tornati ad alzare le barricate nell'area del cantiere dove sorgerà il gasdotto. Le proteste sono riprese dopo il verdetto del Tar Lazio che ieri, 20 aprile 2017, ha dato il via libera all'azienda per riprendere le operazioni di espianto degli ulivi, respingendo così il ricorso della Regione Puglia, gli attivisti 'No Tap' sono nuovamente sul piede di guerra.


Circa 300 manifestanti sono presenti sul posto e nella notte hanno eretto ancora delle barricate. Due settimane fa, la prima decisione del Tar del Lazio aveva fatto gridare vittoria agli attivisti anti-Tap, protagonisti delle proteste in Puglia. Ieri però è arrivata quella che sembra una marcia indietro con il Tar ha bocciato il ricorso della Regione Puglia e quindi l'espianto di 211 ulivi per i lavori per il gasdotto può ripartire.


Ma la battaglia, hanno fatto sapere gli attivisti, proseguirà, dopo che era stata sospesa. "Andremo avanti in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all'iter decisionale", ha annunciato dopo la decisione del Tar il governatore Michele Emiliano, impegnato nelle primarie Pd. "E' ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d'Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d'Italia".