Caso Perego, reazioni politiche inferocite: vergognoso, intervenga la vigilanza

Da Rita Borioni, componente Cda Rai a Francesco Verducci, vice-presidente vigilanza Rai, fino a Lorenza Bonaccorsi: imbarazzo e rabbia per la puntata dello scorso 18 marzo

Paola Perego

Paola Perego

globalist 20 marzo 2017

L’ennesimo oltraggio alle donne, perpetrato questa volta da una trasmissione di una rete di servizio pubblico, perlopiù da una donna come presentatrice, sta scatenando una vera e propria ondata di indignazione, da parte de vertici Rai e del mondo politico, oltre che dal mondo dei social.


“La puntata di Parliamone sabato andata in onda lo scorso 18 marzo su Rai 1 mi mette in imbarazzo come amministratrice Rai, come donna e come cittadina di questo paese”. Lo ha comunicato in una nota Rita Borioni, componente del Cda Rai.


“Sono imbarazzata, arrabbiata e basita dal tema e dal tono usato in trasmissione intessuto di sessismo, luoghi comuni, superficialità, basse allusioni, sguardi ammiccanti, sottocultura maschilista e a tratti razzista”, ha aggiunto. “Vergognoso. Non riesco in questo momento a trovare altre parole. Per questo trovo giuste le scuse chieste questa mattina dal direttore di Rai1 Andrea Fabiano. Auspico che non si ripetano più episodi del genere che mettono in crisi la fiducia dei cittadini nel servizio pubblico”, ha concluso Borioni.


È intervenuto anche il vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai, il senatore Francesco Verducci: 'Sabato su Rai Uno, la principale rete del servizio pubblico, quella che più delle altre forma la ‘mentalità' del Paese, all'interno di un programma (‘Parliamone sabato') che si pretende di intrattenimento leggero,  è andato in onda un pesantissimo concentrato di luoghi comuni e stereotipi sessisti da società feudale che mortificano interi secoli di conquiste civili e di emancipazione femminile'.


'La nostra società – ha affermato ancora - è molto più avanti di stereotipi insopportabili e riconosce alle donne (e agli uomini) la piena e consapevole libertà di poter scegliere i propri comportamenti, di non dover essere per forza sexy, di poter volendolo indossare pigiami, di arrabbiarsi o meno per i tradimenti del partner, di saper cucinare oppure anche no (per stare alle ‘tesi'  contenute nel famigerato cartello apparso in trasmissione) e via così. Per questo il cartello messo in bella mostra in trasmissione, che pretende di catalogare i giusti comportamenti femminili, è un insulto insopportabile alla nostra libertà, che è tale solo quando vince la gabbia e il bullismo degli stereotipi'.


'I responsabili di questo scempio alla nostra cultura e alla nostra convivenza devono dimettersi – ha concluso Verducci -  La Rai ha il compito di promuovere democrazia e diritti, quanto avvenuto sabato è molto più di un semplice incidente. Gran parte della programmazione d'intrattenimento, in specie mattutina e pomeridiana, va ripensata. E i responsabili di quanto accaduto sabato devono dimettersi'.


E anche la deputata del Partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, componente della commissione fdi vigilanza, è intervenuta su twitter: "Non si scherza. Questa roba sul servizio pubblico non ci deve essere manco per scherzo. Chiedo intervento #vigilanza".