Rai, caso Perego: le scuse non bastano, paghi chi ha sbagliato

In altri Paesi per la grafica sui motivi per cui gli italiani preferiscno una donna dell'est, i responsabili di Rete, della trasmissione, gli autori e la conduttrice non sarebbero più al loro posto

Il contestato elenco apparso nella trasmissione della Perego

Il contestato elenco apparso nella trasmissione della Perego

globalist 20 marzo 2017

di Adelmina Meier


Restando nella "cifra" della trasmissione di Rai1, diciamo che in altri Paesi i responsabili di Rete, della trasmissione, gli autori e la conduttrice, oggi, lunedì 20, non sarebbero più al loro posto. Rimossi immediatamente. A cominciare dal direttore di Rai1, il giovane Fabiano messo in quel posto da Leone che doveva lasciare. Fabiano di Leone era stato giovane assistente tutto fare ed era la persona migliore per dare continuità allo strapotere quasi secolare di Leone in Rai e a Rai1. Ecco, in un Paese diverso dell'Occidente europeo come dell'Europa dell'Est oggetto della trasmissione, tutti a casa dalla porta dalla quale erano stati fatti entrare. Ma, si sa, questa è la Rai, non è la Bbc, e in queste ore, in questi minuti si raccolgono espressioni di indignazione, seguite alle scuse rituali e vacue. Tutti a dire che ci si deve scusare "senza se e senza ma". "Chiedo scusa a tutti per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato".


E' questo il tweet con il quale il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, probabilmente ha ritenuto di chiudere la partita e salvarsi. La polemica ormai è scoppiata intorno al servizio sulle donne dell'est andato in onda sabato scorso, a Parliamone sabato di Paola Perego. E non può essere una nuova polemica all'italiana, con tarallucci e vino finali. Il danno lo ha fatto uno di quegli insulsi intrattenimenti pomeridiani che continuano solo a inseguire facili ascolti scopiazzando il peggio e il vecchio della più vecchia concorrenza. No, signor Fabiano, le scuse non bastano, lei deve farsi da parte, i vertici della Rai, a cominciare dalla presidente Monica Maggioni ( che da donna si è precipitata a dire "Errore folle"), tutti devono invitarla a lasciare. E ora di smettere con l'impunità delle responsabilità. Se un direttore sbaglia, si cambia, se un conduttore sbaglia, si toglie, se il direttore di un Tg fa un errore grave, si prende un altro che risponda alle esigenze del servizio pubblico. In questi giorni si è ridisegnato proprio il servizio pubblico, assodato che a svolgerlo sarà ancora la Rai. Ebbene, dalla Rai dovrebbe venire un segnale in questo senso, il servizio pubblico ha un dovere in più, una responsabilità in più, occorre che abbia un senso di responsabilità rinnovato.


Certo, il lavoro da fare è tanto, ma si deve pur iniziare in una Rai abituata a non rispettare neanche le sentenze della magistratura. Perché il rischio è che gli ascoltatori scelgano all'estero, ma le tv che ci arrivano in casa da lontano, bypassando palinsesti pacchiani se non volgari. E si parta dalla regola, signor Fabiano, che non basta un costosissimo Festival di Sanremo con ascolti record a sdoganare tutto, anche le responsabilità.