Luciana Alpi ancora una volta ci ha insegnato il coraggio e la dignità

Sono trascorsi ormai 23 anni da quel 20 marzo 1994, giorno in cui Ilaria Alpi è stata uccisa in Somalia. La madre ieri ha annunciato che non attenderà più la Giustizia italiana.

Ilaria Alpi aveva solo 33 anni quando è stata assassinata a Mogadiscio insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin

Ilaria Alpi aveva solo 33 anni quando è stata assassinata a Mogadiscio insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin

Claudia Sarritzu 18 marzo 2017

C'è un Paese intero che da più di 20 anni chiede la verità. Una verità che si è fatto di tutto per nascondere. Forse divulgarla ci avrebbe indignato troppo, avrebbe schifato anche un Paese come il nostro che conosce molto bene cosa sia il pelo nello stomaco e che convive senza farsi troppe domande con i misteri della storia. 


Sono trascorsi ormai 23 anni da quel 20 marzo 1994, giorno in cui Ilaria Alpi, giovane giornalista, inviata del Tg3, è stata uccisa in Somalia. Ieri dopo un dolore che non fa a spiegare, mamma Luciana Alpi - la mamma di tutti i figli d'Italia che non hanno avuto giustizia- dopo aver subito anche l'"umiliazione di formali ossequi" ha preso una difficile decisione: gettare la spugna.


Ma attenzione: non si è arresa. Il suo è un altro modo di combattere. Continuare a difendere il nome di una figlia che in tanti nelle istituzioni hanno fatto finta di piangere in questi due lunghissimi decenni. Il suo è stato l'ergastolo del dolore, quello che tocca a tutti i genitori che hanno avuto la condanna di dover seppellire i propri figli, ma questa donna -personificazione della dignità di una fetta del Paese- non ha avuto la consolazione neppure di sapere che i responsabili (quelli veri) sono stati assicurati alla giustizia. Dolore doppio.


"Ho deciso di astenermi d'ora in avanti dal frequentare uffici giudiziari e dal promuovere nuove iniziative. Non verrà però meno la mia vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento", ha detto la signora Luciana.
"Con il cuore pieno di amarezza, come cittadina e come madre - ha aggiunto Luciana Alpi - ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, per ben ventitré anni dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili, davanti alla spietata esecuzione di mia figlia Ilaria e del suo collega Miran Hrovatin. Non posso tollerare ulteriormente il tormento di un'attesa che non mi è consentita né dall'età né dalla salute".


Viene da pensare a quelle due parole, due pietre, di Pasolini che calzano a pennello in questa vicenda torbida: Io so. Noi sappiamo chi sono i mandanti dell'assassinio di Ilaria Alpi, anche se continueranno a nasconderli. 


Grazie Luciana Alpi: madre di dignità e coraggio di tutti gli italiani di buona volontà. 


Il mio ultimo pensiero va Giulio Regeni, spero che mamma Paola non debba passare lo stesso inferno. L'inferno di un silenzio imposto.