Dopo 23 anni di umiliazioni, la mamma di Ilaria Alpi dice basta: mi arrendo

La signora Luciana però aggiunge: "Non verrà meno la mia vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento"

Luciana Alpi

Luciana Alpi

globalist 17 marzo 2017

Sono trascorsi ormai 23 anni dal 20 marzo 1994, giorno in cui Ilria Alpi è stata ucisa in Somalia. Oggi, dopo 23 anni di dolore, mamma Luciana Alpi, dopo aver subito anche l'"umiliazione di formali ossequi" ha preso una difficile decisione: gettare la spugna.


"Ho deciso di astenermi d'ora in avanti dal frequentare uffici giudiziari e dal promuovere nuove iniziative. Non verrà però meno la mia vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento", ha detto la signora Luciana.
"Con il cuore pieno di amarezza, come cittadina e come madre - ha aggiunto Luciana Alpi - ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, per ben ventitré anni dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili, davanti alla spietata esecuzione di mia figlia Ilaria e del suo collega Miran Hrovatin. Non posso tollerare ulteriormente il tormento di un'attesa che non mi è consentita né dall'età né dalla salute. Per questo motivo ho deciso di astenermi d'ora in avanti dal frequentare uffici giudiziari e dal promuovere nuove iniziative. Non verrà però meno la mia vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento".