Funerali del clochard arso vivo, il parroco denuncia: Palermo è alla fame

Alla messa di celebrazione padre Cesare ha parlato di Palermo con la città col più alto numero di senzatetto.

Funerali Marcello Cimino

Funerali Marcello Cimino

globalist 13 marzo 2017

"Speriamo che la fine che ha fatto Marcello ci scuota a fare meglio per i poveri". Lo ha detto padre Cesare Rattoballi che ha celebrato nella chiesa dell'Annunciazione del Signore i funerali di Marcello Cimino, il clochard dato alle fiamme nel portico della Mensa di San Francesco sabato scorso.


Alla celebrazione, in una chiesa samivuota hanno preso parte l'ex moglie Iolanda e le due figlie. Alla funzione erano presenti il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Giusto Catania. Al centro della chiesa la bara di Marcello Cimino con la foto, i fiori e la fascia del Palermo calcio.


"Palermo è una tra le città italiane che ha il numero più alto di clochard, 2500 dicevano le statistiche di questi giorni, dopo la terribile vicenda di Marcello - ha aggiunto il parroco, che ha puntato dritto il dito sui temi sociali come l’emarginazione e la povertà:  “Può una città occuparsi delle problematiche solo del centro storico? O si deve anche occupare delle periferie? Può un Comune avere solo pochissimi operatori per l'assistenza sociale o poche risorse per queste problematiche?"


"Palermo è alla fame", ha denunciato padre Cesare. E parla dei raccoglitori di ferro e dei posteggiatori o dei venditori ambulanti. "E' stato proibito ai raccoglitori di ferro di raccogliere il ferro, giusto, ma il legislatore si è chiesto come possono vivere? Perché non dargli una licenza?".


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