Bianzino e quella morte sospetta in carcere. C'è una nuova perizia per riaprire le indagini

L'uomo morì nel carcere di Perugia 48 ore dopo l'arresto. I legali hanno dimostrato che sarebbe stato ucciso da un trauma alla testa

Aldo Bianzino

Aldo Bianzino

globalist 17 maggio 2018

Proprio in questi giorni in cui in Appello si stanno celebrando i processi per la morte di Stefano Cucchi e Giuseppe Uva e in cui le forze dell'ordine sono sul banco degli accusati, esplode un altro caso. E rigaurada Aldo Bianzino, deceduto nel carcere di Perugia Capanne il 14 ottobre 2007, a circa 48 ore dall'arresto.


Ci sono due perizie effettuate dai consulenti medici della famiglia che ha presentato alla Procura di Perugia una richiesta di riapertura delle indagini per omicidio a carico di ignoti. Secondo le due perizie, effettuate a novembre 2017, la causa della morte sarebbe riconducibile a una emorragia subaracnoidea provocata "non da un aneurisma ma da un evento traumatico", è stato spiegato in conferenza stampa. La lesione epatica, che finora è stata considerata legata alle "manovre di rianimazione", sarebbe invece contestuale all'altra. "Le lesioni sono sovrapponibili - ha detto in conferenza stampa l'avvocato Cinzia Corbelli, legale di Branzino assieme all'avvocato Massimo Zaganelli - dalle nuove perizie è risultato che sono insorte contemporaneamente e almeno 2 ore prima del decesso". "La battaglia che sto portando avanti va al di là della voglia di giustizia per mio padre - ha sottolineato Rudra Bianzino, figlio di Aldo - ha una valenza generale".