A Sorrento c'è chi difende i violentatori: la vittima aveva una polizza antistupro...

Veleno e fango sulla turista inglese vittima degli abusi. Era successo lo stesso contro le studentesse americane di Firenze

L'albergo dove è avvenuta la violenza

L'albergo dove è avvenuta la violenza

globalist 16 maggio 2018

Sembra incredibile, ma la bassezza umana arriva a livelli davvero incredibili, anche quando tutto ciò che si dovrebbe fare sarebbe tacere, riflettere e provare compassione, senza necessariamente dire qualsiasi corbelleria che passa per la testa.


Il caso della turista inglese stuprata da un branco in un albergo di Meta sulla costa di Sorrento sta facendo il giro del mondo e proprio ieri, sulla pagina facebook di Positanonews, una signora ha ben deciso di seminare dei dubbi sulla vittima, arrivando a sostenere che, attenzione, la turista abbia 'organizzato il proprio stupro'. Come? La storia, non priva di colpi di scena, è riportata qui, nella forma originale del commento.


"Perchè nessuno si domanda come mai delle misure cautelari vengano eseguite dopo 2 anni senza i relativi presupposti (rischio di inquinamento prove, di fuga, di reiterazione reato)?? E’ molto facile incolpare delle persone senza conoscere tutti gli steps, diffamandoli a mezzo stampa. 


Sarebbe stato doveroso, per trasparenza, menzionare nell’articolo che la donna di 50 anni, prima di partire per la vacanza, ha stipulato una polizza assicurativa per danni derivanti da eventuale stupro.


Detto questo, siamo proprio sicuri che la “povera” inglese non abbia agito con dolo e premeditazione manipolando i ragazzi poco più che ventenni e provocandoli sessualmente per avere il suo tornaconto economico?
Chi ci dice che non si è scattata delle foto con i ragazzi per crearsi elementi probatori ma fittizi?
Dove sono le valide prove del GIP attestanti che siano stati i barman a somministrarle sostanze stupefacenti?
Solo presunzioni!!
La signora poteva portare dall’Inghilterra queste sostanze sedative che vengono usate per tante patologie e che riducono la capacità di autodeterminazione quando utilizzate con notevoli quantità di alcolici.
Ma si può credere alla versione tanto ingenua della turista, senza un ragionevole dubbio in merito?
O forse trattasi di donna troppo furba (compresa la figlia) in quanto ha preferito denunciare l’accaduto solo al suo ritorno in Inghilterra, consapevole che il dosaggio del farmaco nel sangue sarebbe rimasto quasi invariato per diversi giorni?
Ha soltanto buttato nel sacco dei ragazzi ingenui e complimenti alla nostra Autorità Giudiziaria, sempre che esista!!


Insomma, per l'illuminata signora la 'povera' turista (quelle virgolette sono più insopportabili del commento in sè) avrebbe 'provocato sessualmente' i giovani, perché si sa il maschio è cacciatore e alla vista di una minigonna non è in grado di resistere, con buona pace di millenni di evoluzione che ci separano dai Neanderthal. 


Seguono complotti da manuale, compreso il fantomatico farmaco che avrebbe ridotto le 'capacità di autodeterminazione'. Sfugge alla signora che, se veramente la turista aveva in mente questo piano diabolico per intascare i soldi dell'assicurazione anti-stupro (scusa tirata fuori, vale la pena ricordarlo, anche per le due studentesse americane stuprate a Firenze dai due carabinieri), non si capisce perché farsi effettivamente violentare. Chissà, forse un commovente attaccamento al ruolo da recitare o forse, ma solo forse, questa donna è stata davvero violentata da un branco di animali, e chiunque abbia solo l'idea di pensare a una messinscena dovrebbe solo vergognarsi, oltre - già che c'è - a riconsegnare la tessera elettorale e seguire un anno di disintossicazione dai social network.