Zoomer, il bambin* d'America. O di quando anche i gender diventano estremisti

Kyl non rivela se è la madre di un bimbo o di una bimba. Dice: deciderà da grande cosa essere Lo scrivo da laico, fermamente contrario al bigottismo dei pro family: ma è questa la via della felicità

Zoomer con i suoi genitori

Zoomer con i suoi genitori

globalist 16 aprile 2018

di Riccardo Valdes

Ci sarà una via di mezzo tra i gender e gli anti gender? Ci sarà un equilibrio tra posizioni? Questa storia accade in America. Qui Kyl Myers non vuole rivelare se è la madre di un maschio o di una femmina. Lei e il marito, Brent, vivono negli Stati Uniti e hanno scelto di crescere il/la loro figlio/figlia secondo un metodo "gender creative". L’idea è "liberarsi dagli stereotipi" e non sentirsi in dovere di far giocare il loro/la loro Zoomer con bambole e trucchi o di vestirsi di blu come i maschi. "Sarà lei/lui a scegliere in quale sesso riconoscersi, una volta che sarà in grado di esprimersi", fanno sapere i due. Spiegano alla stampa americana che Zoomer, questo il nome della creatura, viene chiamato senza pronomi, indicazioni. Magari, che ne sappiamo, usando il voi. 'Salve Zoomer, oggi che volete mangiare?". Robe di questo tipo. Scrivo queste poche righe da laico, da persona che ha partecipato alle marce dell'orgoglio omosex che difende le scelte affettive, sessuali della comunità Lgbt, che ha decine e decine di amici gay e lesbiche. I miei migliori amici, le mie migliori amiche. 
Eppure ho qualche dubbio. alla stampa americana i Myers definiscono come 'gendere creative' il loro metodo educativo, dove sviluppare la creatività di Zoomer è il loro primo obiettivo. Il principio non è evitare di regalare le bambole al piccolo/piccola, ma lasciare che esprima se stesso/a e scelga i giocattoli che preferisce. 


Secondo la teoria Gender, come è noto: "L’identità sessuale di un individuo non viene stabilita dalla natura e dall’incontrovertibile dato biologico ma unicamente dalla soggettiva percezione di ciascuno che sarà libero di assegnarsi il genere percepito, “orientando” la propria sessualità secondo i propri istinti e le proprie mutevoli pulsioni.È il genere che stabilisce, in ultima analisi, l’identità sessuale di un individuo. Non si è uomini e donne perché nati con certe identità fisiche, ma lo si è solo se ci si riconosce come tali. Non ci sono maschi e femmine ma ci sono semplicemente uomini, liberi di assegnarsi autonomamente il genere che percepiscono al di là del loro sesso naturale". Al contrario gli anti gender, quasi tutti pro Family, sono coloro che negano ogni forma di sessualità che non sia quella etero. Per esempio la Regione Veneto ha di recente approvato una mozione anti/gender che invita a dire che è sbagliato essere gay e, in compenso, propone corsi di esaltazione dell’eterosessualità nelle scuole. Pura fobia, puro pregiudizio. Ma anche gli estremismi di Kyl Myers e del marito, siamo certi aiuteranno Zoomer a costruisi una vita felice?