Il sindaco di Palermo: il rischio fascismo si misura sui diritti dei migranti

Leoluca Orlando: il 25 aprile serve non solo a tenere alta la guardia nei confronti di rigurgiti fascisti ma a tenere alta l'asticella dei diritti".

Migranti al corteo del 25 aprile

Migranti al corteo del 25 aprile

globalist 15 aprile 2018

 "Oggi ricordare il 25 aprile è domandarsi a che punto siamo rispetto ai diritti di tutti e Palermo ha scelto di avere come riferimento e come stimolo i diritti dei migranti. Il 25 aprile serve non solo a tenere alta la guardia nei confronti di rigurgiti fascisti ma a tenere alta l'asticella dei diritti".
Così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando racconta le iniziative per l'anniversario della Liberazione d'Italia. Una giornata che, secondo Orlando, "deve essere di memoria e non di ricordo". Il ricordo infatti, spiega, "è una data, un nome, un fatto storico, che ti scivola sulla pelle senza bagnarti. Non ti interpella, non ti mette in crisi, cosa che invece fa la memoria".
Per il sindaco di Palermo celebrare il 25 aprile "non significa soltanto ricordare i nomi dei partigiani, ma chiedersi che cosa è oggi una lotta per la liberazione e cosa significa oggi in una realtà come quella di Palermo". Il capoluogo siciliano, ricorda, "ha avuto alcuni eccellenti partigiani che hanno combattuto al nord, ma ha anche conosciuto tanti partigiani siciliani, come i sindacalisti uccisi, che qui si sono impegnati per la legalità dei diritti”.
Liberazione, 25 aprile, lotta per i diritti e migranti. "Palermo - prosegue il primo cittadino - vuole essere giudicata per il rispetto che ha dei diritti dei migranti. Il 25 aprile serve non solo a tenere alta la guardia nei confronti di rigurgiti fascisti ma a tenere alta l'asticella dei diritti. E' inutile che dico 'sono contro il fascismo' se poi non riconosco i diritti di ciascuno, è inutile che mi proclamo antifascista se poi caccio i migranti o ne ignoro i bisogni. Questa città - aggiunge - proprio facendo memoria della Liberazione, cerca di coniugare ogni giorno meriti e bisogni e ringrazia i migranti che sono una continua messa in mora rispetto al tema dei diritti".
Nessun approccio 'umanitario' però. "Nei confronti di chi non ha - spiega Orlando - non servono le carezze. E' inutile che diamo aiuti ai migranti, cerchiamo di garantirgli i diritti". Il sindaco di Palermo non si nasconde davanti ai recenti episodi di cronaca che hanno fatto parlare di un rischio 'ritorno' del fascismo. "Il fascismo oggi è ritenere che esistano molte razze - afferma - Noi siamo convinti che ne esista solo una: quella umana. I migranti, così come sono una provocazione per il cambiamento, sono anche il termometro del rischio di fascismo. Il modo in cui ci si rapporta con loro è sintomo dell'esistenza di un fascismo di nuova maniera oppure no".