Troppi i piccoli migranti senza genitori, il Garante dell'Infanzia cerca tutori volontari

Lazio, Campania, Liguria e provincia autonoma di Bolzano già al lavoro per il reclutamento degli pseudo genitori affidatari

Tutori volontari, la nuova figura per aiutare i piccoli migranti non accompagnati

Tutori volontari, la nuova figura per aiutare i piccoli migranti non accompagnati

Desk 17 luglio 2017

Se sono fortunati, oltre a sopravvivere, troveranno qualcuno che si prenderà cura di loro. Il Garante per l'infanzia cerca di dare una mano alla fortuna e istituisce la figura del tutore volontario per l'assistenza dei quasi 10 mila minori non accompagnati approdati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno. Si tratta di un ruolo inedito in Europa, a cui potranno volontariamente aderire anche i privati cittadini, che vogliano farsi rappresentanti legali dei più fragili tra i migranti scampati alla morte nel Mediterraneo.


Il tutore volontario nasce da un’iniziativa del Garante sulla base di una vecchia proposta di Save the Children e nel quadro della legge 47/2017 sull’accoglienza dei minori non accompagnati. Lazio, Campania, Liguria e la Provincia autonoma di Bolzano sono già al lavoro e, d’intesa con i rispettivi tribunali dei minorenni, hanno pubblicato l’avviso per raccogliere l’adesione degli aspiranti pseudo genitori affidatari. Il termine è il 6 agosto 2017: entro 20 giorni si saprà dunque quanti sono gli italiani delle regioni interessate pronti a farsi carico di un figlio arrivato con i viaggi della speranza.


 



Diversamente dall’adozione, per diventare tutore volontario non è necessario essere sposato (il tutore inoltre non convive necessariamente con il minore). Per passare le selezioni ed iscriversi all’albo bisogna essere cittadini italiani, di altri Paesi europei o in regola con la normativa del soggiorno, aver compiuto 25 anni e possedere i requisiti di legge (il modulo e le linee guida si trovano sul sito del Garante dell’Infanzia). Poi c’è un corso di formazione di 24 o 30 ore sul tema immigrazione, gli aspetti giuridici, un background psico-sanitario. 


Teoricamente, sulla base dei numeri dello scorso anno, l’Italia potrebbe aver bisogno di oltre ventimila tutori volontari, tanti quanti gli sbarchi degli under 18 . "Il tutore è una figura adulta di riferimento per il ragazzo che compiere con lui tutte quelle scelte solitamente fatte insieme ai genitori, dalla scuola a cui iscriversi fino alla sanità" spiega Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia Europa di Save the Children, "Essere tutore non è accogliere in casa un minore ma fare incontri periodici, diventare “uno zio”, esserci soprattutto nei momenti delle decisioni".