Rai, schiaffo ai suoi giornalisti: il docufilm su Regeni realizzato da Repubblica

Perché acquisire quello realizzato per Repubblica da Carlo Bonini e Giuliano Foschini e non utilizzare risorse interne per produrne uno made in Rai?

Carlo Bonini

Carlo Bonini

Desk2 25 maggio 2017

Perché non affidare ad inviati, registi e montatori interni Rai la realizzazione di un docufilm per indagare sulla morte di Giulio Regeni? Perché acquisire quello realizzato per Repubblica da Carlo Bonini e Giuliano Foschini?


Le domande rimbalzano sui social. A farsele e a farle al traballante vertice Rai sono i giornalisti di Saxa Rubra, alla notizia che stasera #cartabianca, alle 21.20, torna eccezionalmente il giovedì con una serata evento dedicata, appunto, a Giulio Regeni. Sarà proposto nello spazio, anzi in uno degli spazi di Bianca Berlinguer, visto che la ex direttora del TG3 ha due versioni di #cartabianca, quella pomeridiana che anticipa il suo ex tg e quella serale, che raccoglie risultati disastrosi, in ultimo uno striminzito 2,8. La Berlinguer stasera discuterà del caso Regeni con ospiti in studio a partire, appunto, dal docufilm lungo 52 minuti (intitolato “Nove giorni al Cairo”: realizzato da giornalisti di Repubblica: Carlo Bonini e Giuliano Foschini. Naturalmente, il documentario ricostruisce la vicenda cercando di metterne in evidenza i lati ancora oscuri e le molte contraddizioni delle autorità egiziane. Emergono con chiarezza le responsabilità della National Security, il servizio segreto interno egiziano. La Rai fa sapere che nello spirito migliore del servizio pubblico, ha voluto dedicare un serata speciale al caso Regeni perchè il giovane italiano non venga dimenticato e si possa arrivare presto alla verità.
Resta da capire perché in Rai non ci debba essere qualcuno che possa pensare e lavorare per realizzare inchieste di questo tipo. Il lavoro di ricerche di Repubblica - si fa sapere - è durato oltre due mesi. Nello stesso tempo impiegato da Repubblica, davvero la Rai non sarebbe stata capace di realizzare un'inchiesta dello stesso valore? Grave se qualcuno in Rai ai piani alti pensi davvero questo. Grave - dicono i giornalisti - che non sia stato pensata la possibilità di realizzare in proprio la ri9cerca su Regeni, studiando la composizione di un gruppo di competenze che pure in Rai ci sono. Per promuovere il valore del docufilm si sbandiera la capacità di mettere assieme "l’immagine e la parola", come se questo possa essere una esclusiva capacità di Repubblica Tv, insieme a 42° Parallelo, che insieme hanno realizzato l'inchiesta di 52 minuti. La reazione dei giornalisti Rai all'ulteriore schiaffo? Per ora fa timido capolino solo sui social.