Saliva, starnuti, baci: tutto quello che c'è da sapere sulla meningite

Batteri, tempi di incubazione, vaccini e terapie antibiotiche

Tutto quello che c'è da sapere sulla meningite

Tutto quello che c'è da sapere sulla meningite

globalist 30 dicembre 2016

Fa sempre più paura la Meningite, dopo i casi di morte, come quello del bimbo di 22 mesi di Firenze che non era vaccinato. Ecco tutto quelo che c'è da sapere sulla meningite batterica.


Come si trasmette? Saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti. Così si trasmette la meningite batterica, malattia non frequente ma molto aggressiva. Una persona su 10 tra chi si ammala, muore e 3 riportano conseguenze permanenti. Evitarla èpossibile grazie ai vaccini, che però  vanno anche ripetuti periodicamente, e gli antibiotici servono per i casi di emergenza.
I batteri che provocano la meningite sono il meningococco, il pneumococco e l'emofilo. Albergano nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici. La presenza non e' in se' indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie, ma questi batteri fuori dell'organismo sopravvivono solo per pochi minuti.
I sintomi sono inizialmente difficili da riconoscere e per questo spesso la diagnosi arriva tardi. Nelle prime 10 ore compare febbre e stato simil influenzale. Successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidita' muscolare e la febbre diventa alta. Dopo circa 20 ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo.
Le età a rischio di contrarre l'infiammazione della membrana che riveste cervello e midollo (meninge), sono quelle relative a bimbi piccoli e giovani under 25, per via delle maggiori situazioni di socializzazione che favoriscono il contagio.
La prognosi in genere è complicata, soprattutto tra i neonati.
Nel 10% dei casi la malattia è rapida e acuta, e porta al decesso in poche ore. Solo il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze gravi, tali ad esempio da rendere necessarie protesi acustiche o degli arti.
Possono riportarsi cicatrici invalidanti e problemi alla vista.
L'incubazione dura 10 giorni; nell'ambito di questo periodo si puo' fare la profilassi, ovvero una terapia antibiotica specifica: piu' e' precoce, maggiori le probabilita' che la malattia guarisca. La contagiosita' e' comunque bassa, e i casi secondari sono rari anche se possono dare origine a focolai epidemici.
Vaccini per evitare la malattia, sono disponibili per adulti, anziani e bambini. Ci si puo' vaccinare contro meningite da Haemophilus influenza e di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco. Tra questi ceppi quello piu' diffuso e' il B.