E-commerce: i negozi online aumentano in Italia e sono quasi 18mila

Secondo un recente studio di Confesercenti, nel 2017 le aziende nazionali che operano nel commercio online hanno sfiorato quota 18 mila unità

E-Commerce

E-Commerce

globalist 16 aprile 2018

Aumentano le imprese italiane che credono nell’e-commerce. Secondo un recente studio di Confesercenti, nel 2017 le aziende nazionali che operano nel commercio online hanno sfiorato quota 18 mila unità, facendo segnare una crescita dell’8,4% rispetto al 2016. Una crescita che riguarda tutto il territorio del belpaese, ma che al momento non premia abbastanza le piccole e micro imprese italiane del settore.


E-commerce non è sinonimo solo di Amazon, eBay, Zalando e altri grandi marchi internazionali che vendono online anche in Italia. I dati diffusi da Confesercenti disegnano un’Italia ricca di iniziative imprenditoriali che vanno nella direzione del commercio online, per un totale di quasi 18 mila attività sparse su tutto il territorio nazionale. Nel 2016 erano circa 16500 le imprese italiane attive nel commercio via internet e in un solo anno sono aumentate di circa 1400 unità (+8,4%). Dal 2012 al 2017 la crescita è stata ancora più consistente: 7 mila nuove aziende che vendono online (erano poco più di 10 mila nel 2012) per un aumento del 72,6%.


Le imprese del commercio online sono sparse su tutto il territorio nazionale. Secondo Confesercenti nel 2017 erano 4.589 nel Nord Ovest, 3.138 nel Nord Est, 4.139 al Centro, 4.412 al Sud a 1.377 nelle Isole. Un dato che mostra come la diffusione di questo tipo iniziativa imprenditoriale sia ormai trasversale nel nostro paese, con la crescita che si concentra al Sud: +12,8% di imprese e-commerce rispetto al 2016 (+8,4% è la media nazionale) e +116,9% nel periodo 2012/2017 (+72,6% la media nazionale).


Il quadro nazionale delle imprese del commercio online non si esaurisce qui. Accanto alle 18 mila attività che vendono solo online, ci sono circa 10 mila negozi fisici che hanno attivato un canale di vendita via web. Le imprese che operano nell’e-commerce si avvicinano insomma a quota 30 mila, ma fanno fatica ad emergere in un mercato che al momento è concentrato nelle mani di pochi grandi competitor. Lo studio di Confesercenti, riprendendo i dati delle Camere di Commercio e dell’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano, mette in evidenza che solo il 5% delle vendite online in Italia sono riconducibili ai siti nazionali minori del commercio online.


È importante quindi che le piccole imprese italiane che vendono su internet riescano a sfruttare al meglio tutte le opportunità che il web e le tecnologie digitali mettono a loro disposizione per operare al meglio in un settore competitivo come il commercio online.


Riuscire ad emergere significa in primo luogo conoscere il mercato in cui si opera e in questo senso il web mette a disposizione diversi strumenti di analisi, spesso anche gratuiti e di livello professionale. È il caso ad esempio di Google Analytics, con cui anche le più piccole attività del commercio online possono accedere a strumenti avanzati di web analytics. Una delle operazioni più importanti è l’analisi del proprio pubblico: conoscere i clienti potenziali e individuare quelle che sono le buyer personas principali. I dati di Google Analytics abbinati a quelli provenienti dagli insights delle pagine dei social media consentono di ottenere dati importanti sul proprio pubblico. Dati da usare poi in campagne di marketing.


Sul piano del marketing, il segmento che sta più emergendo negli ultimi anni è il content marketing. Lo stanno facendo anche le grandi aziende, ma è un ambito in cui sono fondamentali le idee ed è pertanto applicabile anche alla realtà italiana composta da numerose piccole imprese che operano nel commercio online. Significa ottenere nuovi lead, prospect e clienti attraverso i contenuti e, secondo alcune realtà che operano nel settore, una campagna di content marketing non si limita solo alla creazione di un blog aziendale. I contenuti non nascono e crescono esclusivamente con il blog, ma sono anche video, social, ebook, scrittura, grafici e molto altro ancora. Creare contenuti utili per il proprio pubblico è una attività alla portata anche della piccola impresa con cui emergere in un settore sempre più competitivo come l’e-commerce.


Il successo nelle vendite online non si conquista solo ottenendo nuovi clienti, ma anche fidelizzandoli. Anche in questo caso le piccole realtà hanno a disposizione numerosi strumenti: si va dalle piattaforme di spedizione che consentono di ridurre i costi e aumentare così la soddisfazione di chi acquista, fino a iniziative commerciali come i coupon, le offerte e le raccolte punti. Tutte iniziative che portano mantenere fedele un nuovo cliente conquistato con le analisi di mercato e il content marketing.


Se le piccole imprese riusciranno a sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle tecnologie digitali potranno ritagliarsi fette di mercato più grandi. Al momento i primi 20 venditori che operano in Italia hanno ben il 71% del mercato, i primi 250 addirittura il 95%. Secondo i dati del Consorzio Netcomm e del Politecnico di Milano, il commercio online in Italia vale 23,6 miliardi di euro, ma i piccoli operatori che non rientrano tra i primi 250 fatturano nel complesso meno di un miliardo di euro.


C’è insomma bisogno di una spinta innovativa, che può essere intercettata dal particolare profilo demografico che caratterizza gli operatori del commercio online in Italia. Hanno infatti una media di 39 anni, circa dieci in meno di quella del commercio tradizionale; il 28% di essi ha meno di 35 anni. Ci sono insomma le basi per un futuro sempre più roseo per le piccole imprese italiane dell’e-commerce, che hanno inoltre in Amazon, eBay e altri marketplace una opportunità: possono infatti creare qui un proprio negozio online, da affiancare allo shop aziendale e trasformare così un potenziale competitor in una opportunità di business.