Blue Origin, volo suborbitale per la Crew Capsule 2.0

Secondo volo suborbitale per la Crew Capsule 2.0 progettata per ospitare aspiranti turisti spaziali

Il touchdawn del New Shephard

Il touchdawn del New Shephard

Blue Origin punta sempre più sul turismo spaziale.  Lo scorso 29 aprile la Crew Capsule 2.0 una capsula panoramica destinata al trasporto di  sei persone ha effettuato il secondo volo suborbitale.  Per questa volta nessun passeggero in carne e ossa a bordo, ma un manichino chiamato Skywalker in onore del celebre protagonista della saga di Star Wars.  


La capsula, è partita dal sito di lancio di Van Horn in Texas a bordo del razzo New Shephard. Dopo aver raggiunto la quota prestabilita, 107 chilometri di altezza, la capsula è stata liberata e il vettore ha riacceso i motori BE-3 preparandosi per il rientro a terra. A questo punto, poco prima del touchdown, New Shephard ha aperto i suoi quattro piedi per poi posarsi a terra a circa tre chilometri dal launch pad , sette minuti dopo il decollo. La capsula invece,  si è avvicinata a terra aprendo i paracadute e  rallentando prima di atterrare.


A bordo, anche alcuni payload scientifici rispettivamente dell’agenzia spaziale tedesca, del Johson Space Center della Nasa e dell’azienda americana Solstar. Il lancio, il numero due per la Crew Capsule è anche l’ottavo per il New Shephard dal suo debutto nel 2015 e -  se tutto procede secondo i piani di Bezos-  il 2019 potrebbe essere l’anno che vedrà i primi turisti approdare nello spazio.