Gli ispettori dell'Opac entrano a Duma: trovata una fossa comune

La tv di Stato siriana aveva riferito nella notte di un'azione della contraerea contro una nuova "aggressione", nel corso della quale sarebbero stati abbattuti dei missili sulla regione di Homs

Douma

Douma

globalist 17 aprile 2018

Gli ispettori dell'Opac sono entrati a Duma, la cittadina colpita da un presunto attacco chimico il 7 aprile scorso, per indagare sull'accaduto. Lo annuncia la tv di stato siriana.
La tv di Stato siriana afferma che gli ispettori dell'Opac sono entrati a Duma accompagnati dalla polizia siriana presente sul posto. La loro prima visita sul luogo del presunto attacco chimico si concluderà nel pomeriggio prima del tramonto. 
Da giorni si attendeva l'avvio della missione degli esperti giunti venerdì scorso a Damasco con il mandato di verificare la fondatezza delle accuse rivolte al governo siriano di aver fatto uso di armi chimiche. Per "ragioni di sicurezza" il governo siriano e le autorità russe nel paese non avevano dato il via libera all'Onu di rilasciare l'autorizzazione formale agli ispettori Opac per recarsi a Duma, pattugliata dalla polizia siriana e da quella militare russa.
Una fossa comune con 30 cadaveri è stata scoperta sempre a Duma, secondo quanto afferma la tv di Stato siriana citando fonti militari.


Falso allarme. Mentre la tv di Stato siriana ha riferito nella notte di un'azione della contraerea contro una nuova "aggressione", nel corso della quale sarebbero stati abbattuti dei missili sulla regione di Homs, nel centro del Paese, vicino ad una base militare siriana. Poco dopo, tuttavia, fonti militari siriane hanno smentito che si sia trattato di un attacco. La difesa aerea, riferiscono le fonti, sarebbe sì stata attivata, ma si sarebbe trattato di un falso allarme. Media vicini agli Hezbollah hanno riferito di altri missili intercettati vicino a Damasco e ad Aleppo, ma le informazioni non hanno trovato riscontri. ''Non c'è alcuna attività militare americana'' in Siria, ha precisato il Pentagono.


Gli ispettori dell'Opac raggiungeranno Duma, teatro del presunto attacco chimico attribuito alle forze del regime siriano, mercoledì. Lo annuncia il ministero della Difesa russo, secondo quanto riferisce l'agenzia Tass.


"Le Nazioni Unite hanno dato agli ispettori dell'Opac tutte le necessarie autorizzaioni": cosi' il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ha replicato alla versione di Mosca secondo cui gli ispettori non sono ancora entrati a Duma perche' manca il via libera alla loro missione da parte del dipartimento della sicurezza del segretariato dell'Onu. "Stiamo supportando il team di ispettori il massimo possibile", ha aggiunto il portavoce.
E' bufera su Siria e Russia dopo le rivelazioni del capo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, il quale ha confermato che il lavoro di ispezione a Duma non è potuto cominciare, perché Russia e Siria ritengono non ci siano le "condizioni di sicurezza".


"Armi chimiche sono state usate contro uomini, donne e bambini a Duma. Le notizie sul fatto che gli ispettori dell'Opac hanno bisogno di un pass speciale dell'Onu sono completamente false. La Siria e la Russia devono fermare la campagna di disinformazione e consentire l'accesso senza restrizioni alle aree dell'attacco", afferma la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert.


Secondo l'ambasciatore americano Kenneth Ward russi potrebbe aver visitato l'area dell'attacco a Duma e averla alterata con l'intento di fermare gli sforzi degli investigatori dell'Opac di condurre un'indagine efficace.


Anche Theresa May accusa la Siria, "sostenuta dai russi", di cercare di "nascondere" le prove dell'attacco chimico a Duma, in un rapporto alla Camera dei Comuni volto a giustificare i raid. Attacco rispetto al quale la premier britannica ha insistito di considerare "altamente probabile" la responsabilità del regime siriano sulla base di "una significativa mole di informazioni, provenienti da fonti aperte e d'intelligence". May ha inoltre accusato la Russia di aver bloccato la via diplomatica con i suoi veti all'Onu.


"Trump vuole ancora vedere Putin. Pensa che sia meglio per il mondo se loro hanno una buona relazione, ma questo dipenderà dalla azioni della Russia": lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, sottolineando che "noi siamo stati molto chiari, nelle nostre azioni, su cosa ci aspettiamo. E speriamo che cambieranno il loro comportamento".
"Dobbiamo agire con maggiore determinazione per perseguire la pace e la stabilità nell'area mediorientale e mediterranea, attraverso il dialogo e la diplomazia, con un pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite. Per questo, è indispensabile una forte unità europea. Andare in ordine sparso sarebbe un grave errore", ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani aprendo la sessione plenaria a Strasburgo con un discorso sulla Siria.


Una fonte militare israeliana ha ammesso, in una dichiarazione al New York Times, l'attacco alla base T4 di Tayfur in Siria da cui era partito un drone armato contro lo Stato ebraico. "E' stata la prima volta che abbiamo attaccato obiettivi iraniani dal vivo, sia edifici sia persone", ha spiegato la fonte al giornalista Thomas Friedman. Poi, riferendosi al drone partito da quella base, ha aggiunto: "Questa è la prima volta che abbiamo visto l'Iran, e non chi agisce per conto suo, fare qualcosa contro Israele. E ciò ha aperto un nuovo periodo".


E si aprono le prime crepe nell'alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron, dopo una lunga intervista di quest'ultimo in Tv alla quale ha replicato - smentendone alcune affermazioni - l'inquilino della Casa Bianca. Torna invece ad esplodere il caso Comey, dopo che l'ex direttore dell'Fbi licenziato da Trump nel 2017 ha rilasciato una lunga intervista alla Abc definendo il presidente "moralmente inadeguato" a ricoprire la propria carica e "pericoloso e ricattabile", rilanciando le accuse di ostruzione alla giustizia.