Combatteva per i diritti delle donne; l'ultimo saluto a Zilan, araba uccisa dall'Isis

Sawsan Abdullah era nelle forze siriane democratiche alleate dei curdo-siriani: difendeva la sua terra

Sawsan Abdullah

Sawsan Abdullah

globalist 10 gennaio 2018

Si chiamava Sawsan Abdullah, araba, ma tra le combattenti era conosciuta con il nome di battaglia Zilan. Lottava per la libertà e contro l'oppressione della sua gente dai jihadisti dello Stato Islamico. Ed è morta per i suoi ideali.
Ora Sawsan Abdullah ha ricevuto l'ultimo saluto al Al-Karama, area controlla dai curdo-siriani e dove sono attive le famose Unità di protezione femminili (Ypj) che sono state decisive nella liberazione di Raqqa dal Califfato.
Una cerimona sobria, composta. Una cerimonia molto simile - purtroppo - a quella di tanti altri 'martiri' che però (a differenza dell'Isis) sono sono stati kamikaze che si sono fatti saltare in aria uccidendo innocenti e in nome della tirannia, ma uomini e donne che hanno sacrificato la vita per un futuro di pace e rispetto di diritti umani.
Zilan, è stato detto nella commemorazione, è morta per costruire una società democratica e cancellare per sempre la barbarie dei mercenari dello Stato Islamico.