Italia Nostra: i costruttori non devono imporre dove fare lo stadio di Pallotta

L'associazione ambientalista torna a criticare il progetto: si può fare tutto nel rispetto del piano regolatore

Le torri dell'Unicredit previste nel progetto Pallotta

Le torri dell'Unicredit previste nel progetto Pallotta

globalist 16 febbraio 2017

Prima c'è stata l'offensiva dei "pallottiani", adesso - forse perché la base M5s è tutt'altro che convinta di un tradimento delle promesse elettorali il fronte critico verso la speculazione edilizia ha ripreso fiato.
Tra questi c'è l'associazione ambientalista Italia Nostra: "Quando si fa un'opera di questa importanza strategica il luogo non può essere imposto dai costruttori. Attenzione, non è questione di no preconcetti ma di restituire al Comune di Roma la sovranità e i propri poteri di decidere dove si fanno le grandi opere. Stupisce grandemente che una forza che ha il potere a Roma sull'onda dell'indignazione di una politica che da troppo tempo era succube dei poteri forti, accetti diktat sulla pianificazione urbanistica e quindi sulla qualità della vita della gente, sulle esigenze delle periferie e sulle infrastrutture mancanti".
Così la sezione romana di Italia Nostra interviene sulla questione dello Stadio della Roma. L'associazione ambientalista ricordando che "già molti anni fa aveva proposto che a Roma ci fossero due stadi, uno per la Roma e l'altro per la Lazio, per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico", intende, nei prossimi giorni, dimostrare, "con proposte alternative il dove, come e quando uno stadio possa essere veramente di pubblica utilità, se posizionato al posto giusto".
"Nessuno deve imporre l'agenda al Governo della Capitale. Oggi, dunque, è sacrosanta la richiesta di annullare la delibera di pubblica utilità. Ne dovrebbero essere contenti anche i tifosi romanisti - prosegue Italia Nostra Roma - perché questo aprirebbe la strada alla costruzione di uno stadio non osteggiato da nessuno, uno stadio che deve essere costruito, nelle regole dell'attuale Prg, e potrebbe essere realizzato molto, ma molto prima di quello di Tor di Valle per il quale si annunciano ricorsi, esposti e sgambetti giuridici di ogni tipo".