Strasburgo ha approvato il Ceta, il cavallo di Troia del Ttip

A niente sono valse le 3 milioni e mezzo di firme per dire No al Comprehensive economic and trade agreement, l’accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea.

Stop Ceta

Stop Ceta

globalist 15 febbraio 2017

Il Ceta è passato. I gruppi di sinistra e della destra nazionalista hanno votato contro, mentre la grande coalizione che governa Strasburgo ha scelto il Sì. Con numerose defezioni del gruppo socialista. A niente sono valse le 3 milioni e mezzo di firme per dire No al Ceta, né le dichiarazioni di contrarietà di 6mila municipi e 2.137 comunità.



"Questo è un accordo che riguarda anche i nostri valori", ha affermato, intervenendo nella plenaria di Strasburgo prima del voto sul Ceta, la Commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem. "Il Canada - ha insistito - è un paese democratico che condivide gran parte dei nostri valori, hanno un settore pubblico forte e sono impegnati con noi per lavorare per modellare la globalizzazione".


Nel suo discorso Malmstroem ha voluto sottolineare i benefici per le pmi, soprattutto del settore tessile e calzaturiero, ha promesso a breve delle misure di tutela per il settore bovino, rispondendo ad una preoccupazione francese, e ha sottolineato la trasparenza assicurata dal metodo negoziale adottato con il Canada. "Capisco posizioni diverse - ha concluso - ma dire che il Ceta è un colpo di stato è eccessivo".



 



«Il testo è approvato», dice il neopresidente Antonio Tajani. Il Comprehensive economic and trade agreement, l’accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea è stato approvato dal Parlamento europeo, con 408 voti a favore e 254 contro e 33 astenuti.



«Una risposta al protezionismo di Trump», così il capogruppo dei Popolari Mandred Weber definisce il Ceta. Ma mentre gli eurodeputati dibattevano in aula, migliaia di militanti della Campagna #StopCeta protestavano sdraiate per terra: «È un assedio simbolico. Per approvare quella porcheria dovranno passarci sopra!», scrive Monica Di Sisto, portavoce della campagna #StopTtip, l’altro accordo – quello con gli States – che per il momento è un pericolo scampato.



Il cavallo di Troia del Ttip. «L’approvazione del Ceta ha conseguenze reali sulla vita dei cittadini»ha spiegato a Left Eleonora Forenza, eurodeputata del Gue/Ngl e membro della commissione Commercio Ue. Oltre ai danni che porta con sé, infatti, il Trattato con il Canada “sdogana” il Ttip, perché rischia di essere un vero e proprio cavallo di Troia per le multinazionali, anche in assenza del Ttip. «Sdogana i cosiddetti trattati di nuova generazione», ci aveva già spiegato Forenza lo scorso ottobre, «che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere non tariffarie: ovvero i nostri standard di diritti fondamentali, come il lavoro e la salute. In pratica, con il Ceta approvato, a qualsiasi multinazionale basterà aprire una casella postale – o una sede legale – in Canada per avere tutti i privilegi attribuiti dal Ceta. In buona sostanza si otterrebbero gli stessi effetti del Ttip senza averlo approvato». 



Il Ceta in punti. 


L'entrata in vigore. Dopo il via libera del Parlamento europeo il trattato entra in vigore in fase transitoria, in attesa della ratufica dei singoli Parlamenti nazionali.
Gli obiettivi. L'accordo tra Ue e Canada prevede l'abolizione del 99% dei dazi doganali. Dall'entrata in vigore del Ceta, il Canada abolirà dazi sulle merci originarie dell'Ue per un valore di 400 milioni di euro, mentre alla fine di un periodo di transizione la cifra - secondo le stime della Commissione - dovrebbe superare i 500 milioni l'anno.
Apertura alle imprese Ue per le gare d'appalto. Con il Ceta, il Canada apre le proprie gare d'appalto pubbliche alle imprese dell'UE in misura maggiore rispetto a quanto abbia fatto con gli altri suoi partner commerciali. Le imprese europee potranno partecipare a gare d'appalto per la fornitura di beni e servizi non solo a livello federale ma anche a livello provinciale e municipale.
Riconoscimento reciproco delle professioni. Il trattato elimina alcuni ostacoli significativi per alcune professioni regolamentate come quelle di architetto, ingegnere e commercialista che verranno reciprocamente riconosciute, rendendo più facile l'interscambio professionale tra queste categorie di lavoratori
La tutela della proprietà intellettuale e del diritto d'autore. Il trattato prevede anche una maggiore forme di protezione della proprietà intellettuale e l'adeguamento e l’adeguamento del Canada agli standard europei delle norme sul diritto d’autore
Nuovo modello per le controversie fra investitori e Stati.  Il nuovo meccanismo per la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, quando un governo legifera nell'interesse pubblico arrecando danni all'investitore, rappresenta uno degli elementi  più discussi del Ceta, così come lo è stato per il TTIP. La differenza sostanziale però è che il Ceta prevede un meccanismo diverso da quello inizialmente inserito nel trattato transtlantico, il cosiddetto ISDS, fondato sugli arbitrati privati, sostituito invece da un nuovo sistema giudiziario per la protezione degli investimenti (ICS), con un tribunale pubblico composto da giudici indipendenti e di carriera, nominati dall'Ue e dal Canada. Le procedure saranno trasparenti, grazie a udienze pubbliche e pubblicazione dei documenti. L'accordo prevede che, in caso di disputa, un soggetto pubblico non potrà essere costretto a modificare un testo di legge o condannato al pagamento di danni punitivi. Un compromesso che potrebbe attenuare uno dei rischi evocati più spesso dai detrattori dell'intesa, quello che uno Stato potesse essere giudicato da un tribunale privato per azioni che avessero danneggiato l'attività di una multinazionale.
Agricoltura e Indicazioni di origine. Con il Ceta il Canada si è impegnato a aprire il suo mercato a formaggi, vini e bevande alcoliche, prodotti ortofrutticoli e trasformati. Tutte i prodotti importanti dovranno essere conformi alle disposizioni dell'Ue, per esempio sulla carne agli ormoni. Il Canada ha accettato di proteggere 143 prodotti tipici che beneficiano dell'indicazione di origine, come il formaggio francese Roquefort.
Per l'Italia, il Ceta prevede la protezione di 41 prodotti di denominazione di origine: dalla bresaola della Valtellina all'aceto Balsamico di Modena, passando per la Mozzarella di Bufala Campana e il Prosciutto di Parma. I prodotti europei godranno di una protezione dalle imitazioni analoga a quella offerta dal diritto dell'Unione e non correranno più il rischio di essere considerati prodotti generici in Canada.