La Consulta: no al referendum sull'articolo 18, sì a quello sui voucher

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili due dei tre quesiti proposti dalla Cgil

La Consulta ha detto no al referendum sull'articolo 18

La Consulta ha detto no al referendum sull'articolo 18

globalist 11 gennaio 2017

Due sì e un no. Dopo aver esaminato i documenti la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito sull'articolo 18: il referendum che, proposto dalla Cgil, mirava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act non si potrà dunque tenere.


La Consulta ha invece dato via libera ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore.


Anche se il quesito "simbolo" della (contro) riforma del jobs act non si terrà, comunque anche gli altri temi proposti dalla Cgil sono di grande importanza per la tutela del lavoro e dei lavoratori.
Salvini. Dalla Consulta sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero". Questo il commento di Matteo Salvini, che ha aggiunto: "Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio".
Di Maio. "Con referendum voucher spallata finale al Pd" - Sulla decisione della Corte Costituzionale è intervenuto anche Luigi Di Maio. "Questa primavera saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. Sarà la spallata definitiva al Pd, a quel partito che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra", ha dichiarato il deputato del M5s. "Potrebbe essere che provino ad indire elezioni politiche per bloccare il voto referendario. Vorrà dire che ci penserà il governo del Movimento ad eliminare questa indecenza. In ogni caso, le loro folli scelte sulle politiche del lavoro sono spacciate", ha proseguito Di Maio.