La Embraco caccia gli operai: chiesto il licenziamento di 497 lavoratori su 537

Sindacati in rivolta: a totale assenza di responsabilità sociale da parte dell'azienda è inaccettabile per tutti

Lavoratori della Embraco

Lavoratori della Embraco

globalist 10 gennaio 2018

Si tratta di una di quelle storie che fanno vernire raccia e che si scontrano con i dati positivi dell'occupazione. Come se tra numeri e realtà ci fosse una grande differenza: la Embraco del gruppo Whirlpool, ha comunicato il ricorso ai licenziamenti collettivi per 497 lavoratori sui 537 totali occupati nello stabilimento di Riva di Chieri. Lo hanno detto Uilm e Fiom di Torino .
La comunicazione arriva a tre mesi dalla decisione, riferita dall'azienda il 26 ottobre 2017, di ridurre i volumi produttivi assegnati allo stabilimento torinese, che produce compressori per frigoriferi, delocalizzando la produzione in altri stabilimenti del gruppo. Tale scelta ha reso impossibile l'utilizzo dei contratti di solidarietà applicati fino all'autunno e, se sarà confermata, determinerà la chiusura definitiva dell'impianto.
"La Embraco - dichiara Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino - : continua sulla linea intransigente mirata a dismettere l'attività produttiva a Riva di Chieri e lo dimostra nei fatti con l'attivazione della procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. Adesso ci sono i canonici 75 giorni di trattativa, in cui dovremo adoperarci per fare in modo che l'azienda cambi questa decisione. È urgente aprire un tavolo di trattativa e servirà anche un passaggio al Mise per valutare strade alternative ai licenziamenti".
"Lo scenario che ci viene presentato - commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino - è di gran lunga il peggiore tra quelli che si potevano prefigurare: dalla riduzione dei volumi annunciata nelle scorse settimane si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell'attività produttiva". "La totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco - prosegue Bellono - è inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori. Che comunque non potranno che essere ancora più determinati in tutte le iniziative possibili a difesa della loro fabbrica, tanto più che ci giunge notizia che già in queste ore la Direzione aziendale sta svuotando gli uffici"

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