La conversione dei grillini, Di Maio: 'Non è più il momento di uscire dall'euro'

Il sedicente capo politico M5s ripete la lezione a Porta a Porta: im questi anni i grillini hanno detto tutto e il contrario di tutto. Quando i grillini dicevano #FuoriDallEuro

Di Maio

Di Maio

globalist 9 gennaio 2018

I grillini, ormai, si conoscono. Nel marasma di un'opinione pubblica disorientata dicono tutto e il contrario di tutto. Dalla feroce campagna contro l'euro, ora sono a favore dell'euro (ma perché sarebbero cambiate le condizioni). Dall'ostentazione di essere gli eredi di San Francesco alle convergenze con Salvini contro gli immigrati, Dall'uno vale uno al capo politico a Casaleggio che vale tutti, dal rigoroso rispetto delle regole al #famostostadio, dal giustizialismo alla difesa dei grillini indagati.
Ora nel copione che il giovin Di Maio ha imparato (lui di suo non sa di cosa si parli) ha tirato fuori una svolta simil-europeista con molti se, ma però, così domani si potrò smentire: "Non credo sia più il momento di uscire dall'euro" anche perché per l'Italia "ci sarà più spazio" visto che "l'asse franco-tedesco non è più così forte come prima". Lo ha detto Luigi Di Maio che però attacca quando si parla dei rigidi paletti imposti da Bruxelles: "Restare nei parametri del 3% non funziona, noi dobbiamo superare il 3% e fare investimenti ad alto deficit per fare in modo che ci sia un gettito per lo Stato con cui pagare il debito".

"La regione Emilia ha un costo di 180 euro a tonnellata, l'Abruzzo di 1590 euro a tonnellata. Noi per far risparmiare i romani scegliamo la Regione che ha meno costi. I presidenti di Emilia-Romagna, Abruzzo e Lazio sono dello stesso partito, usano i romani per la campagna elettorali, stanno maliziosamente rilasciando interviste e temporeggiando per la campagna". Dice ancora Di Maio durante la registrazione di Porta a Porta soffermandosi sul caso rifiuti di Roma.
Di Maio parla anche del risultato delle prossime elezioni. "Io credo che il Presidente della Repubblica debba dare l'incarico a chi ha una maggioranza", dice il candidato premier del M5S rispondendo a Massimo Franco che gli chiede se Sergio Mattarella debba dare l'incarico a chi ha più numero di voti o di seggi alle prossime elezioni. "Io non pretendo da Mattarella un incarico di governo formato sul nulla. Io credo che Mattarella debba dare l'incarico di governo a chi ha una maggioranza. Io in termini di voti e di seggi non vedo alternative al M5S, il centrodestra si sgretolerà e il centrosinistra è fuori dei giochi". "Maggioranza in termini di voti, spero che la avremo anche in termini di seggi: si fanno proiezioni sugli uninominali ma i nomi dei nostri uninominali non si conoscono...", ha sottolineato l'esponente stellato.

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