Sia benedetta Fiorella Mannoia

La sua voce ha riempito il palco dell’Ariston, ha inondato le orecchie di tutti anche di chi non segue Sanremo ma sbircia sui social o di chi fa finta di non seguirlo perché è troppo radical chic per ammetterlo.

Fiorella Mannoia all'Ariston

Fiorella Mannoia all'Ariston

Claudia Sarritzu 11 febbraio 2017

Fiorella Mannoia non poteva permettersi di non lasciare il segno a Sanremo. E’ stata coraggiosa perché ha rischiato di deludere chi la ama e di far gioire chi la contesta (…e sono in tanti). Era troppa l’aspettativa.


Questo Festival è il suo Festival, anche se non dovesse salire sul podio (e la cosa appare surreale).


La sua voce ha riempito il palco dell’Ariston, ha inondato le orecchie di tutti anche di chi non segue Sanremo ma sbircia sui social o di chi fa finta di non seguirlo perché è troppo radical chic per ammetterlo.


Ha scavato nella nostra indifferenza, ci ha fatto prendere una pausa dalla frenetica quotidianità spesa nel rincorrere un’agenda fatta di appuntamenti senza valore presi solo per sconfiggere la noia. Ci ha detto: “Non vi muovete” e pensate a quanto di prezioso avete tra le dita, a quanto con alcuni di noi la vita sia gentile e generosa e amica, che Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta.


Quanto è vero questo verso. Quante volte perdiamo tempo nel vittimismo, nelle paure infondate e poi ci rialziamo e lei  riprende  a scorrere dandoci sempre una nuova opportunità perché Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta.


Fiorella è stata criticata per essere in gara: come se cantare in un Festival seguito da milioni di italiani fosse una colpa, una vergogna, un volgare apparizione. E invece ha fatto bene,  ha dato un valore enorme a questo evento che mette in stand by il Paese per una settimana.  E più ascolti la sua voce carismatica più dimentichi che sia in gara. E’lei la vera superospite.


Poteva portare una canzone sul dramma dei migranti, sulla violenza sulle donne, su un mondo egoista che va alla deriva. Quei temi che vanno di moda oggi, d cui tutti si riempiono la bocca. E invece è stata più incisiva, più semplice, più efficace. E’ stata questa canzone a portarla all’Ariston, non il contrario: cantarla era necessario. Cosa arriva di più di un inno alla vita?  Cosa di più può farci riflettere su un’attualità spietata se non una canzone che ci ricorda che non esiste nulla di più prezioso della vita.  E non è la solita “La vita è bella”, perché la vita è anche orrore e inferno, dolore travolgente. E lei lo dice, non banalizza l’unico concetto che non può essere banalizzato.  Ma ci ricorda che la vita è preziosa sempre, un’esistenza che dovremmo imparare a tenerci stretta, a non sporcare. E poi c’è questo dio che conoscendo la Mannoia è un concetto universale che benedice tutti, anche i non credenti. Un dio che non ci abbandona e che forse è l’Amore che se coltivato non lascia nessuno indietro e nessuno solo.  


Fiorella Mannoia non ha bisogno di vincere. La sua partecipazione deve essere un invito all'umiltà, alla leggerezza, all’intelligenza di sfruttare vetrine come il Festival per portare il bello. E allora che sia benedetta Lei e quella sua voce perfetta che ci strappa sempre dall’indifferenza e dall’oblio.


Il testo


Ho sbagliato tante volte nella vita


Chissà quante volte ancora sbaglierò


In questa piccola parentesi infinita, quante volte ho chiesto scusa e quante no


È una corsa che decide la sua meta, quanti ricordi che si lasciano per strada


Quante volte ho rovesciato la clessidra


Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa


Che sia benedetta


Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta


Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta


Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta


Tenersela stretta


Siamo eterno, siamo passi, siamo storie


Siamo figli della nostra verità


E se è vero che c'è un Dio e non ci abbandona


Che sia fatta adesso la sua volontà


In questo traffico di sguardi senza meta


In quei sorrisi spenti per la strada


Quante volte condanniamo questa vita


Illudendoci d'averla già capita


Non basta, non basta


Che sia benedetta


Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta


Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta


Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, a tenersela stretta


A chi trova se stesso nel proprio coraggio


A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio


A chi lotta da sempre e sopporta il dolore


Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore


A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero


A chi resta da solo abbracciato al silenzio


A chi dona l'amore che ha dentro


Che sia benedetta


Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta


Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta


E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta


A tenersela stretta


Che sia benedetta