Mutande sporche appese contro gli stupri in Sudafrica

Un filo di 1200 metri con 3600 mutandine, il numero medio di stupri giornalieri che si consuma in Sud Africa: l'installazione artistica di due donne per sensibilizzare il Paese.

L'installazione artistica contro lo stupro di Jenny Nijenhuis e Nondumiso Msimanga

L'installazione artistica contro lo stupro di Jenny Nijenhuis e Nondumiso Msimanga

globalist 2 dicembre 2016

Migliaia di mutande sporche hanno invaso i cieli di Johannesburg: si tratta di un’opera artistica per sensibilizzare la popolazione contro lo stupro, vera e propria piaga sociale del Sudafrica. A idearla sono state due superstiti di violenza sessuale: l'installazione consiste in un filo per appendere i vestiti lungo 1.200 metri dove sono esposte 3.600 paia di mutande, ovvero il numero di stupri che si stima avvenga ogni giorno nel paese.



Jenny Nijenhuis e Nondumiso Msimanga hanno indetto un bando per ottenere in dono la biancheria intima delle donne, lanciando l’hashtag #SasDirtyLaundry: dopodiché hanno organizzato una raccolta in città e poi hanno appeso il loro filo, che rimarrà a Johannesburg fino a domenica 4 dicembre. L’opera ha avuto una risposta positiva da parte di molti soprattutto perché racconta di un annoso problema che ogni giorno le donne sudafricane sono costrette a subire.


Il numero di 3600 stupri al giorno, come hanno sottolineato le due artiste, è meramente simbolico, non esistono infatti dati reali sul numero di abusi sessuali giornalieri nel Paese. Ciò che si sa è che in Sudafrica è registrato uno dei tassi più alti al mondo e nettamente superiore alla stima fatta dalle Nazioni Uniti (secondo cui ogni giorno sarebbero solo 132 le violenze sessuali in Sudafrica). Del resto è quasi impossibile avere dati certi, secondo le ultime ricerche solo una donna su sette denuncia i suoi aguzzini.