Abbattendo con una foto il muro dei pregiudizi

In Her Absence I Created Her Image, le artiste del Collettivo Rawiya espongono a Brooklyn le loro immagini dall'Africa del Nord e dal Medio Oriente fuori dagli stereotipi.

Shams ritratta da Laura Boushnak a Tunisi

Shams ritratta da Laura Boushnak a Tunisi

globalist 12 maggio 2016

In Her Absence I Created Her Image è il titolo di una mostra del Collettivo di artiste Rawiya aperta a Brooklyn, nell’Open Source Gallery, fino al 28 maggio. Questa mostra esplora la vita delle persone che vivono in Medio Oriente attraverso la fotografia, concentrandosi sulle questioni relative ai diritti sociali, politici e umani in tutti i paesi arabi. Nel momento in cui l'islamofobia negli Stati Uniti e nell’Occidente dilaga e i media guardano al Medio Oriente con sospetto, gli sforzi per creare comprensione sono della massima importanza. La mostra, il cui titolo si ispira ad una poesia di Mahmoud Darwish, include il lavoro da fotografi Laura Boushnak, Tanya Habjouqa, Myriam Abdelaziz, e Tamara Abdul Hadi, artiste del Rawiya Collective. Rawiya mira a sfatare gli stereotipi su questa regione, favorendo in tal modo una visione del mondo meno banale e conformista.


Le due foto che pubblichiamo vengono dal Progetto I Read I Write, in cui Laura Boushnak approfondisce le questioni che riguardano il ruolo dell'alfabetizzazione per migliorare la vita delle donne arabe.


La foto copertina ritrae Shams, giovane studentessa di letteratura inglese mentre mentre sta seduta per protesta davanti al filo spinato che difende il Ministero degli interni. La foto qui in basso ritrae sempre Shams festeggia con le sue colleghe la sua elezione nell'Unione studentesca nel suo angolo preferito di Tunisi, sotto il graffito del pensatore libanese Mahdi Amel.


In Her Absence I Created Her Image




Rawiya, che significa "colei che racconta una storia" è il primo collettivo fotografico al femminile del Medio Oriente. Come gruppo, Rawiya ha esposto nella Empty Quarter Gallery (Libano), nella Contemporary Art Platform (Kuwait), nella Ernest G. Welch Gallery (Usa), nel Bildmuseet Museum (Svezia), nel Modem Museum (Ungheria), nella New Art Exchange (Uk) e nel Louisiana Museum (Danimarca). Ovviamente zero in Italia, ma noi di Globalist siamo qui a segnalare queste immagini belle, potenti ed etiche contro razzismo e xenofobia.