Come un film: rubati gioielli in pieno giorno a Palazzo Ducale a Venezia

Alla mostra sui tesori dall'India due o più persone hanno prelevato i preziosi da una teca e si sono confusi con i visitatori

Ciondolo, India, 1575-1625, ca. ©The Al Thani Collection. Non è uno dei pezzi rubati a Palazzo Ducale

Ciondolo, India, 1575-1625, ca. ©The Al Thani Collection. Non è uno dei pezzi rubati a Palazzo Ducale

redazione 3 gennaio 2018Culture

Un furto di gioielli in pieno giorno come in un film a Palazzo Ducale a Venezia, alla mostra "Tesori dei Moghul e dei Maharaja", proprio nel giorno finale di chiusura. I ladri erano almeno due, hanno prelevato orecchini e una spilla da una teca e sono usciti mescolati alla folla di visitatori. Alle 10 circa è scattato l’allarme. Potrebbero valere qualche milione di euro per la Questura, anche se quello dichiarato alla dogana, affermano le agenzie, è stato di 30mila euro. Per la Questura metterli in vendita anche nel mercato illegale non è molto facile perché sono preziosi molto noti.


Gli inquirenti visionano le telecamere. Dalle prime ricostruzioni sembra che i ladri siano riusciti a prendere i gioielli dalla teca – uno la forzava, l’altro controllava - intascarli e andare via velocemente in mezzo ai tanti visitatori. All’apertura della teca l’allarme sarebbe scattato tardi, sempre che sia scattato. Le foto dei gioielli sono state spedite a Londra dai titolari dei gioielli.


La rassegna nella sala dello Scrutinio ha esposto 270 tra gemme e gioielli indiani dal XVI al XX secolo appartenenti alla collezione dello sceicco Al Thani.


La Fondazione Musei Civici di Venezia, Palazzo Ducale incluso, in una nota diramata nel tardo pomeriggio precisa che “gli oggetti sono di recente fattura e di valore marginale rispetto agli altri gioielli di maggiore valore storico esposti. I preziosi erano custoditi in una vetrina di sicurezza, parte dell’allestimento, progettato dalla Fondazione Al Thani e già utilizzato in alcune tappe precedenti dell’esposizione.


Grazie al tempestivo intervento dell'apparato di sicurezza la Fondazione Musei Civici è stata in grado di fornire alle forze dell'ordine tutti gli elementi necessari per una rapida soluzione dell'indagine in corso. Per agevolare queste operazioni la mostra è stata chiusa pochi minuti dopo l’accaduto, anticipando la chiusura definitiva prevista nella stessa giornata”.


 

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