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Politics

A Roma più famiglie dormono in strada

La denuncia la Caritas di Roma. "Il fatto che in una capitale si permetta che dei bambini vivano per la strada è il segno che questa città deve fare ancora molto".

redazione
sabato 24 marzo 2012 08:47

L'inverno appena passato ha messo in evidenza anche nuove povertà. Interi nuclei familiari, con bambini, che dormono per strada e che si rivolgono per la prima volta alle strutture della Caritas per chiedere aiuto. "Cominciamo ad incontrare per strada sempre più nuclei familiari -ha spiegato Molina responsabile Area ascolto e accoglienza della Caritas di Roma - Non si tratta di un numero elevatissimo, ma il fatto che in una capitale si permetta che dei bambini vivano per la strada è il segno che questa città deve fare ancora molto". Un fenomeno in aumento.

"Cresce il numero di persone che perdono casa perché non possono più pagare il mutuo o l'affitto. Ad aumentare soprattutto i nuclei italiani. Le risorse familiari cominciano a scarseggiare e c'è un aumento generale della richiesta dei nostri servizi. In alcuni casi li troviamo che dormono in macchina, come i padri separati che non riescono a pagare il secondo affitto. La notte dormono in macchina, la mattina accedono ai servizi docce e vanno a lavorare".

A preoccupare anche "lo zoccolo duro" di chi non vuole lasciare la strada. "Rimane aperto il grosso problema delle persone che dalla strada non si vogliono allontanare -ha spiegato Molina- in particolar modo quelli con disturbi psichiatrici. Persone che nonostante interventi ripetuti rimangono sulla strada". Difficile quantificare il fenomeno, "perché si tratta di persone che non vivono in gruppo e sono tra le più nascoste, sono persone che rischiano di morire, sono le più fragili".

In crescita, infine, il volontariato, anche tra chi non l'ha mai fatto prima. "Roma è una città più attenta più quel che si descrive e si immagina - ha concluso Molina - In ogni mensa Caritas abbiamo circa 600 giovani provenienti solo dalle scuole e poi tanti singoli cittadini che abitualmente non fanno volontariato ma che nell'emergenza si sono messi a disposizione"