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Economy

Risparmi, quando conviene il piano di accumulo

Piccoli premi mensili per mettersi al riparo. Ma bisogna stare attenti ai difetti.

redazione
lunedì 23 aprile 2012 17:37

di Giorgia Nardelli

La crisi economica ha anche un'altra faccia. Quella dei piccoli risparmiatori che vorrebbero mettere da parte quel poco che avanza per assicurarsi un piccolo paracadute per il futuro. Un'esigenza sempre più reale, specialmente ora che il diritto alla pensione si è trasformato in un miraggio ma grandi somme da investire non ce ne sono.

Un luogo sicuro per chi ha poco da investire
Dove accumulare allora i risparmi, per assicurarsi un rendimento accettabile ma non a rischio? E' per questo che negli ultimi tempi istituti di credito e compagnie assicurative stanno proponendo piani di accumulo a capitale e rendimento garantito. Le offerte fioccano, basta guardare la pubblicità sui giornali. In ogni caso si tratta di forme di investimento che gli esperti giudicano sicure, e che consentono discreti rendimenti, anche se a lunga distanza.

I piani di accumulo I piani di accumulo (Pac) consentono di investire i propri risparmi con versamenti a scadenza periodica, in modo da costruire un po' alla volta il proprio capitale. Al cliente viene chiesto di scegliere la durata dell'investimento e la cadenza con cui effettuare i versamenti. Il denaro finisce fondi di investimento selezionati dalla compagnia che propone il Pac.

Bastano poche decine di euro al mese
Nel caso, l'investitore può anche versare delle somme extra da aggiungere al proprio capitale, ma per accedere a un piano di accumulo servono anche poche somme (bastano anche 50 euro al mese), che saranno versate per periodi da 5 a 30 anni, a seconda del prodotto scelto.

Il "neo" delle commissioni
Si tratta insomma di scelte sicure, anche se questi prodotti finanziari non sono immuni da difetti. Il "neo" dei Pac sta in genere nelle commissioni chiamate di ingresso o sul primo versamento, che spesso sono decisamente più alte rispetto a quelle sugli altri versamenti. Altro "problema" i costi per chi decide di riscattare la somma versata prima del previsto, se la scelta viene fatta troppo presto, e se il prodotto non è quello giusto, possono essere così alti da intaccare persino il totale versato.

Qualche garanzia in più
Non tutti i prodotti, però, sono uguali, e qualcuno offre garanzie più di altri. Tra quelli da noi analizzati c'è Saradanaio, un piano di accumulo della Sara Assicurazioni che parte da 75 euro mensili per una durata minima da scelta di 10 - 15 o 20 anni. Il cliente può aggiungere versamenti aggiuntivi minimi a partire da 150 euro.

Il caso di Saradanaio
Le somme versate confluiscono nelle Gestioni Separate Sara Vita (che prevede investimenti in titoli a basso rischio) che hanno una storicità di rendimenti superiori alle medie di mercato. Il capitale investito - assicura la compagnia - cresce non meno del 2% ogni anno. E difatti lo storico dei rendimenti medi calcolati negli anni scorsi parla di interessi che vanno da un massino del 3,69% (anno 2007) a un minimo del 3,14 (anno 2011). Sul prodotto c'è poi un'assicurazione che garantisce il completamento del piano in caso di morte o invalidità totale o permanente del cliente.

Nessuna penale per chi sospende
Di buono, in questo Pac, c'è anche che nel caso di sospensione (e successiva riattivazione) dei pagamenti mensili il cliente non deve alla compagnia nessuna penale. Quanto alle commissioni, su Saradanaio è prevista esclusivamente la spesa di emissione di 2,5 euro su ciascun premio ricorrente e su eventuali versamenti aggiuntivi.

In caso di riscatto anticipato
Ultimo punto, il riscatto anticipato della somma versata, eventualità mai consigliata in questi casi, per ovvie ragioni. Saradanaio prevede la possibilità di fare questa scelta a partire da un anno dalla data di decorrenza del contratto. Il valore di riscatto si ottiene scontando il capitale versato dal cliente rivalutato del tasso tecnico (del 2%) +1 punto percentuale, per il periodo intercorrente tra la data di scadenza finale del contratto e la data di richiesta del riscatto. In altri termini, la Compagnia chiede al cliente la restituzione del rendimento riconosciuto anticipatamente, sotto forma di tasso tecnico, relativamente agli anni in cui il contratto non sarà più attivo a seguito del riscatto anticipato (più alto ovviamente maggiore è il numero di anni mancanti alla scadenza). La somma però resta intatta.