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La stampa in ginocchio per gli auguri al Papa

Benedetto XVI compie 85 anni e su giornali e Tg italiani si abbatte una colata di zucchero rosa. Sembra di essere alla corte della regina, lo stile tabloid impazza.

Desk
lunedì 16 aprile 2012 11:59

Il Papa compie oggi 85 anni, il 19 aprile poi festeggerà il settimo anno di pontificato. In questa doppia ricorrenza si susseguono come ogni anno gli auguri istituzionali a Sua Santità, quelli del presidente Napolitano, della Cei e di altri vescovi, quelli di esponenti di altre chiesa.

Quasi tutto normale, insomma. Se no fosse per un certo clima fervoroso da rotocalco rosa, fatto di sorrisi bonari e amichevoli, di grandi e lacrimosi abbracci a mezzo stampa. E poi ci sono fior di giornalisti che si sperticano: "auguri santità!". Quindi una pioggia di ritratti edulcorati e benevoli, dove il rosa, ancora, è la tinta dominante. Neanche si parlasse di qualche erede al trono, di nozze reali, di re e regine con consorte, di tenute di cacci,a di ricevimenti, vestiti e cappelli originali. Il Vaticano in queste ore è diventato un po' Buckingham Palace, con un codazzo di commenti su quei festeggiamenti per il Pontefice che le cronache vogliono classicamente riservati, senza clamore, con qualche dolcetto giusto per segnare la giornata e il cardiale Angelo Sodano che per primo, questa mattina, quale decano del Sacro collegio cardinalizio, ha fatto i suoi auguri al Pontefice (con un maligno colpo da maestro ha anticipato in questo modo il Segretario di Stato).

Questa mattina uno speaker radiofonico ricordava tutti i personaggi famosi che compivano gli anni oggi, l'elenco era lungo e ricco; così ci siamo predisposti con serenità al lieto annuncio del compleanno papale. Che invece tardava, preceduto da star del rock e produttori cinematografici di musical. L'allarme si è diffuso nell'etere ma ecco che, dopo una canzone e stacchi musicali e pubblicitari, viene ricordato anche lui, Benedetto XVI. Un sospiro di sollievo. Eppure quando 7 anni fa Ratzinger prese la guida della Chiesa universale lo fece invocando la necessità di "fare pulizia" denunciò i tradimenti all'interno delle mura della sua casa, parlava insomma di cose che, evidentemente, conosceva bene dopo aver ricoperto per un paio di decenni la carica di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Di questi sette anni, poi, abbiamo scritto in abbondanza: fra scandali e corvi, scismi striscianti, encicliche e ospedali prima comprati e poi no (con annessi suicidi), la battaglia per recuperare Dio all'Occidente e all'Europa e via dicendo; il quadro, insomma, sarebbe invero assai ricco. Anche per la produzione libraria del Papa stesso che ha voluto riscrivere per intero la vita di Gesù. I temi dunque non mancherebbero, anche quelli biografici, il "pastore gentile",infatti, nei decenni passati di colpi teologici e dottrinali e di relative sanzioni, ai dissidenti ne ha dati eccome. Ma che importa? C'è una torta, ci sono le candeline, c'è un Santo Padre da festeggiare, "tutti in piedi e batte le mani", diceva una canzone, e i giornali italici felici festeggiano così.