Questa volta il Mossad l'ho depistato io

Hanno diffuso la falsa notizia del mio fermo a Fiumicino. Non era vero. Però sono sulla black list. Allora ho detto che ero già in Israele e ci hanno pure creduto. [Vauro]

Desk 15 aprile 2012
"[i]Vauro dove si trova?[/i]", mi chiede al cellulare la voce del giornalista dell'Ansa.

A Gerusalemme, rispondo

"[i]Come è possibile? Le agenzie hanno battuto che lei è stato bloccato alla partenza all'aeroporto di Fiumicino, insieme con altri sette pacifisti della Flytilla...[/i]"

Depistando i servizi segreti israeliani, con un biglietto a mio nome, mi sono imbarcato in un charter di pellegrini travestito da suora e sono arrivato tranquillamente qui.



Certo, per chi come me e tanti altri è finito sulla black list del democraticissimo governo israeliano perché riconosce le ragioni dei palestinesi il ricorso a rocamboleschi stratagemmi è l'unico modo per poter sperare di arrivare nella terra di palestina assediata.



Così adesso sono qui che giro per i vicoli profumati di cardamomo della città vecchia di Gerusalemme e l'unico fastidio che provo è il prurito alla gola che mi provoca il collare bianco da monaca che mi sta un po' stretto al collo...



Ma no, tranquilli solerti funzionari dei servizi israeliani, risparmiatevi una retata di suore alle quali strappare il velo per verificare che non celi il pericoloso terrorista che è il sottoscritto. E' solo una burla. Avrei voluto davvero partire alla volta della Palestina, ne è riprova il mio biglietto, ma impegni di lavoro me lo hanno impedito. Non sono nemmeno andato all'aeroporto di Fiumicino quindi, nonostante la vostra black list, nessuno ha potuto bloccarmi. E' che almeno mi andava di prendere un po' per il sedere la cupa ottusità della vostra leggendaria efficienza.



Mi piace pensare, ad un anno dalla sua morte, che, da dov'è, Vittorio Arrigoni si sia fatto una risata. E' il mio modo per rendergli omaggio. Con allegria. Restiamo umani.