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Politics

Monti cambia la Protezione Civile e sale la benzina

Con il provvedimento, approvato in via preliminare, il governo riorganizza la struttura operativa. Ma aumentano le accise sui carburanti.

redazione
venerdì 13 aprile 2012 17:56

Via libera del Cdm in via preliminare alla riforma della Protezione civile. Con il provvedimento, il governo ha proceduto alla riorganizzazione della struttura operativa e all'accelerazione dei tempi d'azione del Servizio. L'obiettivo, si legge nel comunicato della presidenza del consiglio, è di rafforzare l'efficacia nel monitoraggio, il controllo e la gestione delle emergenze. L'approvazione definitiva del provvedimento, da parte di un successivo Consiglio dei ministri, potrà avvenire dopo l'esame da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni che si terrà il 19 aprile.

Una riforma, definita dal presidente del Consiglio, Mario Monti come "strutturale del nostro Paese, non certo tra le meno importanti".

La riforma ''verrà finalizzata dal Consiglio dei Ministri, dopo l'esame da parte della Conferenza Unificata che si terrà il 19 aprile''. Il provvedimento specifica, ''attraverso una ridefinizione, i compiti del Servizio nazionale di protezione civile. Sono puntualmente individuate -sottolinea la nota, emessa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri- anche le attività di protezione civile, individuando tre tipologie: la previsione, diretta all'identificazione degli scenari di rischio e dei rischi per i quali è possibile il preannuncio, il monitoraggio, la sorveglianza e vigilanza in tempo reale; la prevenzione volta a evitare o ridurre le possibilità di danni; l'attività di primo soccorso e assistenza, cui segue il superamento dell'emergenza''. La principale novità rispetto al sistema in vigore attualmente è nella previsione ''che il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai fini di Protezione Civile, possa esercitare in proprio le funzioni di promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni statali e locali e di ogni altra istituzione pubblica e privata sul territorio, ovvero che egli possa delegare tali funzioni al solo Ministro dell'Interno''.

Con il provvedimento sono chiarite le tipologie di rischio, che vengono distinte in tre categorie: le calamità che possono essere affrontate mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni in via ordinaria; quelle che per la loro natura, intensità ed estensione comportano l'intervento coordinato di più soggetti competenti in via ordinaria; infine, quelle che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo. Al verificarsi o nell'imminenza dell'evento calamitoso, il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente, o del Ministro dell'interno se delegato, previa intesa con la Regione interessata, delibera lo stato di emergenza, determinandone contemporaneamente la durata e l'estensione territoriale e indicando contestualmente l'Amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi successivi. La durata dello stato di emergenza è di regola 60 giorni (prorogabile di altri 40 con delibera del Consiglio dei Ministri). ''Sono così individuate e distinte, sin dal primo momento -spiegano a Palazzo Chigi- la fase del soccorso, di competenza della Protezione Civile e della durata massima di 60 (più 40) giorni, da quella del superamento dell'emergenza, affidata all'Amministrazione competente in via ordinaria''.