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    18,2%
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Politics

Maroni supera Bossi? Parola di Twitter

Una ricerca dell'Università di Milano analizza le decine di migliaia di messaggi su twetter e scopre che i social network la fanno da padrone sulle opinioni degli elettori.

redazione
lunedì 9 aprile 2012 13:30

In queste ore i social network sono i veri protagonisti della politica "lumbard". Il futuro del senatur e della Lega tutta, sembra giocarsi sulle note irriverenti dei messaggi lanciati su twetter dai padani incazzati e offesi nei loro sentimenti. Al primo posto Twetter, per il quale Roberto Maroni sarebbe in pole position su Umberto Bossi per quello che riguarda la futura guida del Carroccio.

È una ricerca dell'Università degli Studi di Milano a dirlo, in una ricerca realizzata in questi giorni e intitolata "Voice From the Blogs". Dopo le dimissioni di Bossi, secondo i ricercatori, "in pochissime ore il web è stato letteralmente inondato da una tempesta di tweet che commentavano la situazione in casa Lega. Per fare un pò di chiarezza sulle opinioni della rete, Voice From the Blog ha analizzato tempestivamente oltre 33 mila tweet pubblicati tra il 5 e l'8 aprile, la metà dei quali (16 mila) riflette l'opinione dei cittadini lombardi", si legge nella ricerca.

Per il 35,7% degli elettori leghisti il dito è puntato sui dirigenti del partito, colpevoli -secondo i tweet- dello scandalo sui rimborsi elettorali. "Ma se c'è da trovare un colpevole, ben prima del tesoriere Belsito (5,7%) o financo dello stesso Bossi (17,4%), il dito degli italiani punta con decisione contro la famiglia del senatur e il cosiddetto cerchio magico (21,5%)", si legge ancora in una nota. Dato che "tra i soli lombardi sale al 25,1%".

La bufera di questi giorni ha d'altra parte intaccato la figura dell'ex segretario: "ben il 31,2% lo vede oramai parte a tutti gli effetti della casta". Quanto al futuro della Lega, Maroni "appare in pole-position per il 64,6% delle opinioni espresse. Il dato però scende al 46,6% nella sola Lombardia, mentre cresce l'apprezzamento per Flavio Tosi". Quello che non è chiaro, però, è se i sondaggisti professionisti dovranno rivedere le loro previsioni, magari affidandosi ai social, piuttosto che ai questionari per telefono.