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Israele nega i visti ai palestinesi

Misure di sicurezza strettissime ai varchi con la Cisgiordania. In occasione della Pasqua i palestinesi non avranno -o quasi- visti per entrare a Gerusalemme.

redazione
venerdì 6 aprile 2012 15:18

Israele ha chiuso oggi tutti i valichi e posti di blocco con la Cisgiordania e tra la zona araba (Est) di Gerusalemme e la Cisgiordania, in occasione della Pasqua ebraica, che comincia stasera e che quest'anno coincide con quella cristiana. Sono stati sospesi fino a domenica mattina i permessi per i palestinesi non residenti a Gerusalemme; Il provvedimento riguarda anche le poche autorizzazioni di cui sono in possesso gli abitanti di Gaza.

Le autorità israeliane hanno adottato misure restrittive anche a Eilat, dove ieri sono stati ritrovati i resti di un razzo katiusha apparentemente lanciato dal Sinai egiziano, come ha ribadito oggi alla radio militare il vice premier Silvan Shalom. L'Egitto si dice estraneo all'attacco. Il movimento islamico Hamas - pure chiamato in causa da Israele - ha fatto sapere di non essere coinvolto in alcun modo nell'attacco a Eilat. I servizi segreti israeliani intanto sconsigliano ai cittadini dello Stato ebraico dall'entrare in Sinai e definiscono «pericolose» persino le visite in Turchia.

In occasione delle festività pasquali Richard Stearn, presidente di World Vision, un'agenzia internazionale Cristiana, ha avvertito in una intervista al sito crosswalk.com che nonostante la disponibilità mostrata dalle autorità israeliane, la maggior parte dei 50mila palestinesi cristiani di Cisgiordania e Gaza non potranno raggiungere Gerusalemme e partecipare ai riti della Pasqua. Stearn ha previsto che i permessi rilasciati non dovrebbero superare i 3mila, come nel 2011.

«In questi giorni prego affinché i palestinesi cristiani possano essere liberi di raggiungere la Città Santa», ha dichiarato Stearn ricordando che 80 leader cristiani di recente di recente firmato un documento -tra i quali arcivescovo greco-ortodosso di Gerusalemme- nel quale denunciano le violazioni della libertà religiosa in Israele, la Giordania e Gaza.