Il Papa si dimetterà: qualcuno ci sperava sul serio

La notizia dell'abbandono di Papa Ratzinger, ovviamente, era un pesce d'aprile. Però è vero che tanti ci sperano e qualcuno perfino trama perché si avveri. Vi diciamo chi...

Desk 1 aprile 2012
[i]La notizia che leggete qui sotto, messa online di prima mattina, ovviamente è un pesce d'aprile. Anzi, un pesce d'aprile fin troppo evidente perché qualcuno potesse caderci davvero.
E tuttavia, nel voler rispettare la tradizione, abbiamo volutamente scelto una notizia da qualcuno molto desiderata. Del resto - come è scritto in molti dei nostri articoli (e non solo) - non è un mistero che in Vaticano e in ambienti contigui ci sia un discreto lavorio per delegittimare Benedetto XVI e per auspicarne una rapida fine del pontificato. Dossier, voci, azioni di influenza e di discredito sono all'ordine del giorno. Ne daremo puntualmente conto. Ma oggi, per sdrammatizzare, ci abbiamo fatto il "pesce". Il Papa si dimette: cari monsignori/corvi; cari politologi teocon, neocon, reagancon, cari ecclesiatici con il pallino degli affari e cari imprenditori compiacenti... vi sarebbe piaciuto, no? Confessate, confessate[/i]





La conferma è arrivata dal Patriarcato di Antiochia dei Siri di Beirut a notte fonda: Benedetto XVI ha deciso di dimettersi e di ritirarsi nel monastero di Harissa, nel Libano. L'annuncio, stando a quanto emerge del dispaccio, sarà dato subito dopo le festività pasquali, probabilmente nel giorno del lunedì dell'Angelo.

Al momento non si hanno ulteriori particolari, se non che il gesto sarebbe motivato non tanto dall'età di papa Ratzinger, quanto dalla cosiddetta "Wikileaks vaticana", ossia la lotta di potere interna alla curia che avrebbe molto indebolito la figura del Papa.

A tal proposito [i]Globalist[/i] ha cercato di capirne di più contattando Giuliano Ferrara e il cardinale Paolo Romeo, ma al momento senza esito.

Intorno a mezzogiorno se ne capirà di più.