La crisi pagata con i rifiuti

Il Consiglio di Stato avalla la costruzione dell'inceneritore di Albano contro la volontà dei cittadini. Un'altra opera mostruosa e inutile.

redazione 29 marzo 2012
[b]di Emiliano Viti [/b]



Grande è stato lo sgomento dopo la sentenza del consiglio di Stato che di fatto autorizza la costruzione dell'inceneritore di Albano. Come al solito la volontà popolare è stata ignorata. La dignità degli abitanti dei Castelli Romani, che vivono questi territori e che da anni portano avanti questa vertenza, è stata calpestata in nome di una presunta utilità sociale di uno spaventoso ecomostro. Viene da chiedersi, con l'amaro in bocca, utile a chi? Forse al signor Cerroni, "il re della monnezza" che su discariche e inceneritori ha costruito il suo business (Malagrotta docet). Senza dubbio utile ai vari politicanti di turno, da Alemanno, alla Polverini e al suo predecessore Marrazzo. Centrodestra o centrosinistra che sia.



La storia dei movimenti territoriali in Italia sembra seguire sempre lo stesso copione: inizia la lotta contro l'opera, I comitati presentano ricorso al Tar, lo vincono, dopodichè vengono scavalcati al Consiglio di Stato per intercessione dei poteri forti: cordate, banche, finanziarie, grandi imprese e Spa. L'abbiamo visto accadere in Val di Susa, sotto le pressioni del governo centrale del Pdl e della Regione del Pd, l'abbiamo visto accadere ad Aprilia per l'insistenza dell'allora ministro alle attività produttive Bersani, a Vicenza in cui il deus ex machina fu Prodi ed infine a Napoli per l'inceneritore di Acerra, per il quale si spesero sia Berlusconi che Napolitano. Ora sembra arrivato il turno della Regione Lazio, con le minacciose dichiarazioni del ministro Corrado Clini che sembrano voler schiacciare una lotta portata avanti da circa cinque anni.



L'incompetenza e il malaffare di pochi lo vogliono far pagare a tutti. L'assurdità di spendere 400 milioni di euro di soldi pubblici per costruire un impianto inutile (come quelli di Malagrotta e Acerra dimostrano), difettoso e inadeguato alla soluzione rifiuti fa il paio coi tagli continui alla sanità della Regione Lazio. Quanti Pronti Soccorso potrebbero riaprirsi, ad esempio, nella zona dei Castelli romani, coi soldi destinati all'Inceneritore? Intanto continuano a moltiplicarsi manifestazioni e presidi, a partire da Venerdì 30 Marzo. Da Fiumicino a Riano. Da Corcolle a Malagrotta. Da Albano a Torreinpietra. Non sarebbe ora di pensare a un audit Regionale su energia, rifiuti, acqua e sanità?


La volontà popolare non può essere ignorata per sempre! Prossima tappa, ad Albano, il 14 Aprile per una manifestazione regionale contro Discariche, inceneritori e piano regionale dei rifiuti!