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Palermo espugnata dai rifiuti

Niente autobus, cortei di lavoratori da una parte all'altra della città e tanta spazzatura nelle strade. Così hanno ridotto la città. [Onofrio Dispenza]

lunedì 26 marzo 2012 16:21

"Mentre a Roma si discuteva, Sagunto era espugnata". Erano gli anni del sangue che scorreva ogni giorno per le strade di Palermo e il cardinale Pappalardo faceva tuonare così la sua rabbia, in cattedrale, ai funerali del prefetto Dalla Chiesa.

Oggi Palermo torna ad essere espugnata, ma dalla spazzatura e dalla tensione che cresce in piazza. Si, Palermo questa mattina si è svegliata sommersa dai rifiuti, senza autobus e con cortei di lavoratori imbestialiti che l'attraversano da un capo all'altro. Traffico impazzito.

Questa è Palermo, dopo un'esperienza fallimentare di amministrazione con Diego Cammarata sindaco e alla vigilia di un voto al quale il centrosinistra arriva spaccato ed avvelenato e il centrodestra con una ricomposizione che ha visto anche lo scippo di un candidato. Si discute, ci si divide, e Sagunto cade.

Il sole è già caldo ed estivo a Palermo e i cassonetti stracolmi si fanno sentire. Puzza diffusa che soffoca il profumo della zagara dei limoni. E non manca qualche sorpresa. Scalando una montagna di rifiuti, stamattina c'è chi ha trovato alcuni faldoni riservati del Ministero dell'Interno: corrispondenza con un magistrato e ordini di servizio relativi all'attività dei vigili del fuoco di Agrigento. I faldoni sono stati segnalati alla polizia, che li ha recuperati, tra un pomodoro sfatto e i resti di un cavolfiore.L'Amia, l'azienda che gestisce la rimozione dei rifiuti, è paralizzata dallo sciopero; in sciopero anche l'Amat, l'azienda dei trasporti pubblici e la Gesip, una azienda per lo sviluppo dei servizi. Qui, l'unica cosa che si sviluppa, in altezza, e la spazzatura, le casse, quelle sono a secco. E doomani sarà una giornata di fuoco in piazza: c'è un incontro in Prefettura, ci sarà il commissario straordinario del Comune, Luisa Latella. Prefetto e commissario si confronteranno con i sindacati.

Il commissario al Comune è stato chiaro: entro e non oltre il 31 marzo si deve approvare lo schema di manovra, ma per farlo è necessario che il Consiglio approvi l'aumento dell'Irpef e introduca l'Imu. In poche parole, per non mandare in bancarotta il Comune e tenere i conti in equilibrio, bisogna aumentare le tasse, e anche subito, permettendo così al Comune di racimolare 115 milioni di euro in più all'anno. Il Consiglio comunale si riunirà domani in un clima di grande tensione, Palazzo delle Aquile sarà circondato dai dipendenti delle aziende. Il commissario ha dato qualche assicurazione, pare che abbia trovato qualche spicciolo, altri soldi, in via straordinaria, dovrebbero arrivare da Roma. Ma occorre il bilancio, altrimenti i soldi non si potranno usare. Su tutta la vicenda pesa il clima preelettorale, i consiglieri temono di fare la fine del sorcio, assediati dalla piazza. E poi, quelli che si ripresenteranno temono"ritorsioni nell'urna" per le tasse che si devono varare, e gli attacchi sicuri di chi a Palazzo delle Aquile ci vuole entrare e griderà "Al ladro!" contro chi approverà gli aumenti.

In questo quadro, Palermo, quinta città d'Italia, è entrata in una primavera che potrebbe precipitare direttamente nell'inverno. O peggio,all'inferno.