La preghiera degli alpini censurata? Una bufala, ma Salvini abbocca

In realtà da anni la versione è stata modificata. E i leghisti, vista la poca consuetudine con la lettura, non lo sapevano. E Salvini ha abboccato.

Desk2 18 agosto 2015

La diocesi di Vittorio Veneto ha proibito a un gruppo di alpini di leggere in chiesa la loro storica preghiera (recitata durante le funzioni con iscritti Ana). E la polemica si è subito infammiata tra la Lega Nord, l’Associazione degli alpini e il sindaco di Cison di Valmarino (provincia di Treviso) contro l'ufficio liturgico diocesano. In realtà, però, si tratta di una bufala, o almeno di una mezza bufala. Scopriamo perché.



[b][url"CLICCA QUI PER LEGGERE LA PREGHIERA DEGLI ALPINI"]http://www.alpini-pordenone.it/?q=node/81[/url][/b]



Al centro della bufera in particolare un verso della preghiera dell’alpino - o almeno così sembra: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana”. Cosa sarebbe successo? Sabato scorso, durante la messa dell’Assunta, in una piccola chiesa costruita vicino Treviso dagli alpini di Tovena, non è stata letta la tradizione e storica preghiera. Nello specifico è stato chiesto di modificare il verso. Perché? La richiesta sarebbe legata alle polemiche sull’immigrazione. E dopo la funzione un gruppo di alpini ha deciso di leggere la preghiera con questo particolare verso nonostante fosse stato proibito in chiesa.



In realtà, però, questo fantomatico verso non è presente nella versione originale della preghiera, cioè quella del 1935, e nell'attuale versione (1972). Nel 1949 si decise di apportare delle modifiche alla preghiera, per renderla più attuale.



La versione originale recita così:

[i]Fra pascoli e pinete, sulla nuda roccia, sui ghiacciai perenni della grande cerchia delle Alpi, che la bontà Divina ci ha dato per culla e cresta e baluardo sicuro delle nostre contrade; nel torrido estate come nel gelido inverno, l’anima nostra, purificata dal dovere pericolosamente compiuto, è rivolta a Te, o Signore, che proteggi le nostre madri, le nostre spose, i nostri figli lontani e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri Avi. Salvaci, o Signore, dalla furia della tormenta, dall’impeto della valanga e fa che il nostro piede passi sicuro sulle creste vertiginose, sulle diritte pareti, sui crepacci insidiosi. [b]Fa che le nostre armi siano infallibili contro chiunque osi offendere la nostra Patria, i nostri diritti, la nostra bandiera gloriosa. Proteggi, Signore, l’amato Sovrano, il nostro Duce, concedi sempre, alle nostre armi, il giusto premio della Vittoria.[/b][/i]



Mentre la seconda versione è così:

[i]Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l’animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi. Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore. Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga, fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose, su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi, [b]rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana.[/b] E tu, Madre di Dio, candida più della neve, tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli alpini caduti, tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli alpini vivi ed in armi, tu benedici e sorridi ai nostri battaglioni e ai nostri gruppi. Così sia.[/i]



Scomparsi i riferimenti al duce e al Sovrano, quindi.


Nel 1972 si decide di apportare, però, una nuova modifica togliendo l'aggettivo millenaria e quindi il “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana...” diventa “Rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera”. Questa particolare forma, adottata ufficialmente nel 1985, viene utilizzata quando durante le funzioni sono presenti anche altri fedeli. Se si è alla presenza esclusiva di iscritti ANA, invece, si torna a recitare la versione del 1949.



Ed è qui che scatta la bufala. Molti giornali, e di seguito politici della Lega e non, hanno ataccatto la diocesi trevigiana di censura, quando in realtà è stato semplicemente rispettato il protocollo del caso: è stata letta la versione del 1985 dato che in chiesa non erano presenti solo alpini.




Quindi, tanto rumore per nulla - sembrerebbe - e una bella figuraccia per Salvini & co. [i][E.F.][/i]



VIETATA la Preghiera dell'Alpino a Messa!Pazzesco.La Diocesi di Vittorio Veneto ha proibito la lettura di questo brano...

Posted by Matteo Salvini on Lunedì 17 agosto 2015