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La Concordia, il bimbo e l'orsetto perduto

Una storia che vale la pena di essere raccontata in un momento in cui noi adulti abbiamo perso alcuni sentimenti che solo i bambini conoscono.[Onofrio Dispenza]

mercoledì 8 febbraio 2012 16:12

di Onofrio Dispenza

La storia di un bambino e del suo orsacchiotto. Una piccola storia. Volevamo parlarvene quando da Damasco è arrivata la notizia di una strage di bambini. Almeno 20, morti a Homs all'interno delle incubatrici dell'ospedale, vittime degli attacchi dell'esercito siriano. Sono stati i colpi di mortaio a causare il black-out elettrico che ha spento le incubatrici e la brevissima vita dei venti piccoli.

In Siria, ad oggi sono più di 400 i bambini morti negli scontri tra la popolazione che chiede di uscire dalla dittatura e i fedeli ad Asma Assad. Un numero impressionante che sputa sangue in faccia a Russia e Cina, ostinatamente in difesa dell'amico di Damasco.

Vale, allora, tornare alla piccola storia del bambino e del suo orsacchiotto? Ci proviamo, ma solo per ricordare a noi stessi il valore profondo di alcuni sentimenti che solo i bambini conoscono. Valore che noi adulti abbiamo smarrito e che non ci sforziamo a ritrovare nell'intricata rete di cattivi sentimenti che imprigiona i nostri giorni.

Il bambino del nostro racconto è di Verona. Lo ha raccolto il Corriere Fiorentino. La mamma del nostro piccolo non c'è più, il padre si fa in quattro per riempire i giorni di suo figlio di buone emozioni che diradino le ombre del lutto. E' così che il piccolo va in crociera, col papà, sulla Costa Concordia. In braccio ha l'inseparabile orsacchiotto, quello che lo accompagna a letto, quello che gli dorme accanto, quello che scaccia i brutti sogni e i fantasmi, l'amico al quale dare il bacio del buongiorno e della buonanotte, quello che ha in parte riempito un vuoto tanto, ma tanto più grande, comunque impossibile da colmare.

La grande nave, dunque, il viaggio, il mare, le stelle. Tutto questo quando al Giglio accade quel che accade. Dopo il sogno, la paura, le urla, la fuga rapida sul ponte in braccio di papà, le scialuppe, il mare freddo. Un incubo. Il piccolo e il suo papà ce la fanno, l'orsacchiotto no, è rimasto sul cuscino, in cabina. Mentre l'orsacchiotto va sott'acqua, il bambino riesce a sbarcare sul molo: i primi soccorsi, la chiesa aperta per i naufraghi, la solidarietà, l'ospitalità di una famiglia di Campese. Prima di andare via, di tornare a Verona, il papà del piccolo e la famiglia che li ha ospitati si scambiano la promessa di ritrovarsi, l'indirizzo, il numero di telefono.

Tornato a casa, il bambino continua a chiedere del suo orsacchiotto. Da quella maledetta notte, lo fa ogni sera quando c'è da andare a letto. E' un pensiero fisso il suo orsacchiotto in fondo al mare. In tv il papà sente il bollettino dei morti e dei dispersi, rivive quella terribile notte, segue le polemiche. Lo scandalo è degli adulti, in camera il piccolo piange e non ha voglia di altri peluche.

La notte è tornata ad essere buia e lunga per il bimbo, non dorme più. Il papà ne parla con la famiglia di Campese che li ha ospitati dopo il naufragio. Se ne parla in paese, il racconto arriva ai vigili del fuoco. E' lunedì, il mare favorisce il lavoro dei vigili, tornano sulla Concordia. Da tempo ormai non c'è alcuna speranza di trovare sopravvissuti, solo cadaveri da restituire alle famiglie in lutto. I vigili ormai conoscono bene quella grossa balena arenata, hanno in mano le mappe, sanno la cabina di chi è rimasto in fondo al mare e di chi si è salvato. La cabina del piccolo non è difficile da raggiungere, ci arrivano. L'orsacchiotto, un po' stropicciato dal mese trascorso in mare, è esattamente dove il piccolo lo aveva lasciato, sul cuscino. Una notte al Giglio ad asciugare, poi la partenza per Verona.

E' arrivato oggi tra le braccia del suo amico. Stanotte il piccolo - c'è da giurare - tornerà a dormire, dopo aver parlato col suo orsacchiotto della brutta avventura vissuta. Il buio non fa più paura.

Commenti
  • Valentina 09/02/2012 alle 09:27:09 rispondi
    i bambini sono molto più avanti di noi adulti..sono il cuore del mondo...li amo molto, amo molto i miei due bambini e se potessi regalerei il mio amore adottandone altri...ma tanti altri!!! a tutti i bambini del mondo GRAZIE