La cucina brasiliana è un incontro tra popoli

Colorata, piccante e vivace come il suo popolo. In Brasile la cucina è un incontro di culture.

redazione 10 novembre 2014

di Federica Giuliani


La [b]gastronomia tipica brasiliana[/b] ha origine a Salvador de Bahia, dove l'influenza dell'immigrazione dall'Africa è stata determinante. L’incontro e la mescolanza di portoghesi, indios e neri in un contesto geografico vastissimo ha però creato una varietà gastronomica nazionale, che si caratterizza in base alle zone.



[b]LE AREE DEL GUSTO[/b]



[b]Il Sud[/b]: Qui le preparazioni godono di una forte influenza portoghese e internazionale. Pasta e pizza, preparate però con il grano tenero, fanno ormai parte delle abitudini locali. Da segnalare l'usanza del churrasco: carne arrostita sugli spiedi e tagliata direttamente nel piatto. La storia racconta che questo piatto derivi dall'abitudine che avevano i primi gauchos di tagliare grossi pezzi di carne di manzo e cuocerli su bracieri di fortuna, durante gli spostamenti con le mandrie.



[b]Il Nord[/b]: La regione dell’Amazzonia ha una cucina che è stata influenzata poco dall'esterno. Nella tradizione degli Indios dominano la farina di manioca, i pesci e tanta frutta tropicale.



[b]Bahia[/b]: La cucina di Bahia è, per diritto, la più rappresentativa. Saporita e piccante, presenta alcuni elementi tipici della tradizione africana come un olio di palma rossastro e denso, la pimenta malagueta – un peperoncino intenso –, il quiabo – un legume coltivato negli orti – e il coriandolo.
Alcuni dei piatti più importanti della cucina bahiana vengono preparati, come cibi votivi del [url"Candomblé"]http://travelglobe.globalist.it/Detail_News_Display?ID=76100&typeb=3&Sciamanesimo-brasiliano-storia-di-una-pratica-antica[/url], da cuoche di fiducia.
L'impronta portoghese ha invece lasciato la tradizione dei cibi conservati, da usare durante i lunghi viaggi attraverso i mari, come le carni salate e gli insaccati. Con loro arrivarono anche le spezie, il sale e lo zucchero.



[b]COSA SI BEVE IN BRASILE[/b]



Il Brasile fa pensare subito a carne e alcool! I brasiliani bevono [b]birra[/b] in quantità a ogni ora del giorno e, se è alla spina, si chiama chopp.



La [b]cachaça[/b], però, è la regina delle bevande alcoliche locali e viene prodotta dalla distillazione della melassa della canna da zucchero. Difficilmente è bevuta pura, ma largamente utilizzata per la preparazione della caipirinha: cocktail fatto con cachaça, pezzi di lime, zucchero di canna e ghiaccio. Il distillato è stato riconosciuto in Brasile con un Decreto che recita: "La bevanda con gradazione alcolica compresa tra quindici e trentasei per cento in volume, elaborata con cachaça, lime e zucchero, potrà essere denominata caipirinha”.
La cachaça è anche la base delle batidas, preparate con ghiaccio e succo di frutta fresca.



Il [b]guaranà[/b] è invece la bibita preferita dai bambini, anche se molto apprezzata dagli adulti per le proprietà tonificanti di questo frutto di origine amazzonica. Infine, dal [b]cocco[/b] deriva un ottimo e fresco succo che viene comunemente venduto sulle bancarelle e nei chioschi.



[b]UNA RICETTA DA SORSEGGIARE[/b]



La Batida de Coco si serve come aperitivo o digestivo. Può essere preparata prima e conservata in frigo: un goloso presente da portare ad amici.



Ingredienti: 200 ml di latte di cocco: 300 ml di latte condensato, 300 ml di cachaça



Frullare gli ingredienti, imbottigliare e conservare in al freddo. Servire con ghiaccio tritato.



[b]DOVE GUSTARE LA CACHAÇA[/b]



A Rio de Janeiro, nel quartiere di Leblon, non potete mancare una visita all'[url"Academia da Cachaça"]http://www.academiadacachaca.com.br/english/academia/index.html[/url] per assaggiare tutti i tipi in produzione: da provare la versione al miele.



Alla Casa da Cachaça - Avenida Mem de Sá 110 Rio de Janeiro - si trova invece una speciale versione allo zenzero.


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