Savona, la Procura spegne la centrale a carbone di De Benedetti

Non rispetta i limiti. Sequestrato l'impianto Tirreno Power di Vado Ligure sotto inchiesta per almeno 400 morti e migliaia di ricoveri [Checchino Antonini]

redazione 11 marzo 2014
[b]di Checchino Antonini[/b]

La procura di Savona chiude finalmente la centrale a carbone di Vado Ligure, quella di De Benedetti (nella proprietà ha un ruolo importante la Sorgenia che fa capo alla sua Sir), accusata della morte di almeno 442 persone tra il 2000 e il 2007 e di 1700 - 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e di 450 bambini per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012. Chiesto e ottenuto dal gip Fiorenza Giorgi il sequestro degli impianti Tirreno Power. I carabinieri del Noe l'hanno notificato ai dirigenti dell'impianto e sono state avviate le operazioni di spegnimento dei due gruppi a carbone che alimentano la centrale. Ci vorranno dalle 22 alle 26 ore perchè la centrale si spenga. Secondo le ispezioni del ministero dell'ambiente l'impianto non rispettava alcuni limiti imposti dall'Autorizzazione integrata ambientale.

Due le inchieste, per disastro ambientale e per omicidio colposo. Indagati per disastro ambientale Giovanni Gosio ex direttore generale, dimessosi alcune settimane fa, e il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia. Di un terzo indagato non si conosce il nome. L'azienda si difende puntando l'indice sull'incomprensibilità dei metodi di accertamento dei dati ma a Savona interi caseggiati portano i segni indelebili di quelle morti.
La decisione della Procura potrebbe inceppare l'ingranaggio bipartizan che punta all'ampliamento della Centrale con Ministero, Regione, Pd e Pdl che vorrebbero nuovi gruppi di maggior potenza per altri 50 anni di smog.

Sono già 40 anni che si bruciano 5mila tonnellate al giorno in mezzo alle case e alle scuole, in un’area dove sono state accertate 2.664 morti premature in più in 16 anni. Già diversi studi avevano evidenziato la zona come la più inquinata in Italia: nel 2013 l’Università di Stoccarda ha definito la Tirreno Power come la più letale in Italia, con 120 morti premature all’anno. L'azienda ha tenuto nascosti per 6 anni alla cittadinanza gli inquietanti dati dello studio 2007 sull'inquinamento lichenico-ambientale di Savona, con valori elevatissimi, i più alti mai riscontrati in Italia. Nel frattempo, con massicce dosi di pubblicità e sponsorizzazioni ha provato a zittire eventuali dubbi. Sotto accusa anche i dirigenti dell'Arpal per l' insufficiente misurazione delle nocive polveri PM2,5 e PM1 (la Procura di Genova indaga proprio per falso e turbativa d’asta). Come per l'Ilva di Taranto, mancano controlli pubblici delle emissioni delle ciminiere della centrale (il controllo è effettuato dalla stessa Tirreno Power: il controllato è anche il controllore) e nemmeno ci sono controlli pubblici degli scarichi idrici così la Tirreno Power è “costretta" a controllarsi da sola.

Dopo molti anni è arrivata l'Autorizzazione Integrata Ambientale dovuta per legge ma con valori emissivi concessi di Ossidi di Zolfo e Monossido di Carbonio anche 5 volte superiori ai livelli previsti dalle normative sulle Migliori Tecnologie Disponibili. L’inquinamento dei fondali marini davanti agli scarichi della centrale arriva a essere anche 100 volte superiore ai limiti di legge e mancando del tutto una indagine epidemiologica, una Valutazione di Impatto Sanitario e un Registro Tumori. «Come per l’Eternit di Casale Monferrato per anni si è negato che l’amianto fosse causa di tumori, per anni si è fatto finta di niente. Per l’Ilva di Taranto si sono nascoste prove, falsati documenti, corrotti funzionari e periti, con la complicità di tanti, di troppi», lamentano i comitati.

«Perché se in Italia (ogni anno su 100.000 abitanti) muoiono 7 donne per tumore ai polmoni, a Noli ne muoiono ben 36? Perché se in Italia muoiono 54 uomini per tumore ai polmoni, a Savona ne muoiono 97 e a Vado ben 112? Stessa cosa succede per altri tumori, come quelli a vescica e larige, ma anche per altre patologie, come ictus e infarti (+57% a Quiliano). E Perché il Partito Democratico, alla tutela dei cittadini, antepone gli interessi di un grande gruppo privato di De Benedetti?»