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Amnesty contro la Francia: no all'estradizione di Ablyazov

Per i giudici francesi non è un vero dissidente: è solo un truffatore. Amnesty contro il governo di Parigi: merita un processo equo.

Desk2
venerdì 10 gennaio 2014 17:21

Amnesty International ha sollecitato il governo francese a non consentire l'estradizione di Mukhtar Ablyazov, banchiere ed esponente dell'opposizione del Kazakistan.

"La decisione con cui oggi un tribunale francese ha dato via libera all'estradizione di Ablyazov in Russia o in Ucraina per rispondere di accuse di frode, sembra non conoscere la realtà sul terreno. I servizi di sicurezza russi e ucraini collaborano regolarmente con l'apparato di sicurezza del Kazakistan" - ha dichiarato Julia Hall, esperta di Amnesty International su antiterrorismo e diritti umani.

"Non solo temiamo che Ablyazov non sarebbe processato in modo equo in Russia o in Ucraina, ma vi è anche il pericolo concreto che egli venga rinviato in Kazakistan, dove correrebbe il rischio di subire maltrattamenti e torture. Le autorità francesi non devono estradare Ablyazov verso paesi in cui andrebbe incontro a gravi violazioni dei diritti umani o dai quali potrebbe essere rinviato in Kazakistan" - ha proseguito Hall.

"I governi europei, compreso quello francese, devono dare l'esempio e garantire che i diritti umani di Ablyazov siano rispettati e protetti. Altrimenti, l'Europa finirà per essere implicata nelle violazioni che piagano le repubbliche dell'Asia Centrale, tra cui il Kazakistan, dove la tortura e i maltrattamenti degli esponenti dell'opposizione politica sono all'ordine del giorno" - ha concluso Hall.

Mukhtar Ablyazov, banchiere in esilio, riconosciuto rifugiato politico e già figura di spicco dell'opposizione politica al presidente kazako Nursultan Nazarbayev, è stato fermato dalla polizia francese il 31 luglio nel corso della perquisizione di un appartamento nei pressi di Cannes.

In un rapporto diffuso nel luglio 2013, Amnesty International ha denunciato la continua cooperazione di Russia e Ucraina con le repubbliche dell'Asia Centrale, compreso il Kazakistan, nei trasferimenti di persone verso queste ultime, spesso in grave violazione dei loro diritti umani.