Invettiva contro il gregge dei Forconi

Eccoli chi sono quelli dei Forconi. Li conosciamo uno a uno. Sono i frutti della mentalità dell'epoca, i ribelli senza memoria e senza progetto. [Pietro Manigas]

redazione 13 dicembre 2013

Chi sono quelli dei Forconi? Ve lo dico io che li conosco bene. Io so, potrei dire abusando in citazioni. Ma la verità è che lo sappiamo tutti, chi sono.


Sono i nostri vicini di casa, quelli alla cassa dove facciamo la spesa, gli avventori del bar sotto casa, quelli in coda alle poste, gli anziani alla Asl in fila di ore. I qualunquisti che tacciono da sempre perché non sanno che dire, e che ora in questa deriva culturale fascia e volgare si sentono adatti alla dialettica, colgono la mentalità dell’epoca come fosse una liberazione del proprio essere fondamentalmente sessisti, razzisti, arrabbiati con i politici che hanno sempre votato, incazzati con il sistema di potere che non conoscono se non per la macchiettistica rappresentazione letta sui facebook.


Sono i paraculi, gli approfittatori, quelli a cui secca pagare le tasse perché non le hanno mai pagate. I ragionatori sottili del niente da Processo del lunedì, i beceri che non distinguono un parco da un immondezzaio. Quelli che si crogiolano nell’inciviltà e hanno reso tutto il paese una discarica, che di notte buttano i lavandini rotti lungo le strade di campagna, che “la colpa è degli immigrati”, “i politici rubano tutti”, “i partiti sono tutti uguali”. Quelli che si vendono i diritti per un favore, che considerano il bene comune come una prateria da devastare o rubacchiare.


Quelli che se sentono la parola cultura mettono la mano alla rivoltella.


Sono i figli dei nostri vicini che fanno gli ultras e hanno la mentalità della curva. Quelli che partecipano, "in buona fede", che mettono la faccia pulita e il senso del decoro al servizio dell’indecenza. Che ululano tutti a casa con un ribellismo populista senza memoria e senza progetto. Utile, come sempre è stato nella storia, all’affermazione fascista. Sono quelli che urlano con le maiuscole e con i punti esclamativi sui social. Che scendono in strada al servizio di ignorantoni che li mettono in riga.


Sono i responsabili della piaga sociale, culturale e politica che viviamo. Sono loro la causa del male che pensano di combattere, perché questo sistema l’hanno foraggiato, votato, appoggiato, mendicato. Perché hanno chiesto favori e pensato solo ai miseri propri interessi pensando che ogni forma di partecipazione fosse inutile. Perché sono gli schiavi della democrazia. E come schiavi veri ora sono massa di manovra utile per una stretta repressiva.
Per questo se proprio devono passare all’azione, lo facciano partendo dal primo responsabile da sputacchiare: se stessi. Il fascio qualunquista, sessista, conformista e razzista che da sempre fa massa nel sistema di pecore della democrazia nazionale. Tanto per chiudere citando senza nominarlo un genio che prima di morire ucciso aveva previsto tutto questo.