Turchia: l’Italia estraderà il giornalista Kimyongur?

L’attivista turco è in carcere, a Bergamo, da giovedì 21 novembre. Oggi, a Bruxelles, si terrà una manifestazione per la sua liberazione.<br><br>

redazione 25 novembre 2013
[b]di Giorgia Pietropaoli[/b]


Bahar Kimyongür, l’attivista di origine turca che vive in Belgio, è ancora in carcere a Bergamo. Era stato arrestato giovedì scorso sulla base di un mandato dell'Interpol richiesto dal governo di Ankara con l'accusa di terrorismo e di aver minacciato un ministro. La famiglia di Bahar ha nominato come avvocato difensore il penalista Federico Romoli, il quale ha dichiarato che oggi la Corte d'appello di Brescia chiederà all’attivista se vuole essere estradato in Turchia. «Ovviamente dirà di no. Io chiederò la sua immediata liberazione», ha affermato il legale. Per la stessa accusa, Kimyongür era stato già assolto in Belgio e nei Paesi Bassi.


L'«accanimento del governo turco sulla base di un dossier vuoto», come ha raccontato lo stesso Bahar (che collabora con il sito Investig'action del giornalista belga Michel Collon e con l'Istituto internazionale per la pace la giustizia e i diritti umani accreditato presso l'Onu) risale ad un fatto accaduto nel 2000. In quell’anno, diversi prigionieri politici, in Turchia, praticavano lo sciopero della fame; durante una visita dell'allora ministro degli Esteri turco al Parlamento europeo, Bahar lo denunciò pubblicamente, raccontando le violenze e le persecuzioni che avvenivano nel suo Paese e distribuendo volantini. Il giorno seguente, la stampa turca lo descrisse come amico di terroristi e nemico della nazione. Successivamente, la Turchia ne richiese l'estradizione, accusandolo anche di far parte dell'associazione terroristica Dhkpc. Fu arrestato nei Paesi Bassi ma la giustizia olandese e quella belga dichiararono infondate le accuse. Rimase in piedi, però, il mandato di cattura internazionale.


Ancora nel 2012, Kimyongur raccontò, attraverso articoli e discorsi e con il libro “Syriana. La conquete continue”, il ruolo svolto dal governo di Erdogan nell'addestrare e nel finanziare le formazioni estremiste e jihadiste che stanno combattendo in Siria. La Turchia riuscì a farlo arrestare di nuovo, questa volta in Spagna, dove si era recato in vacanza con la famiglia. Venne liberato su cauzione ma il processo è ancora in corso.


In attesa di sapere cosa accadrà a Kimyongur e se l’Italia collaborerà con la Turchia, oggi a Bruxelles, alle ore 17.00, è prevista una manifestazione per la liberazione di Bahar, davanti al Consolato d’Italia.