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Turchia, sciopero generale contro la repressione

Due giorni di sciopero proclamati dal sindacato dei lavoratori pubblici contro la repressione delle manifestazioni antigoverantive.

Desk3
martedì 4 giugno 2013 13:03

Il Kesk - la Confederazione dei sindacati dei lavoratori pubblici - ha proclamato in Turchia due giorni di sciopero per protestare contro la repressione delle manifestazioni antigovernative. È quanto si legge in una nota pubblicata sul sito web dell'organizzazione, citata dall'agenzia d'informazione "Dpa".

«Il terrore di Stato messo in atto contro proteste assolutamente pacifiche sta continuando in modo tale da minacciare la sicurezza della vite dei civili», è scritto nella nota. Va avanti da oltre una settimana l'ondata di proteste antigovernative che ha infiammato la Turchia. A scatenarla è stata una manifestazione a Istanbul contro la costruzione di un centro commerciale, repressa dalle forze dell'ordine.

La protesta è quindi dilagata in tutto il Paese, malgrado gli appelli del governo, assumendo contorni politici. La piazza in più occasioni ha contestato il governo del premier Recep Tayyip Erdogan e in particolare alcuni provvedimenti approvati di recente che, secondo i manifestanti, sarebbero segnali del tentativo di islamizzare la società.

Il presidente turco Abdullah Gul ha convocato questa mattina al palazzo presidenziale il vice premier Bulent Arinc, per un confronto sull'ondata di proteste antigovernative che continua a scuotere il paese ormai quasi da una settimana, con un bilancio di tre manifestanti morti. Arinc guida il governo in assenza del premier Recep Tayyip Erdogan, che si trova in visita ufficiale in Marocco.

Negli ultimi giorni Gul ha avuto un approccio più moderato di quello del governo rispetto alle proteste, invitando più volte alla moderazione tanto i manifestanti quanto le autorità. Ieri ha affermato che «la democrazia non è solo andare a votare» e ha assicurato ai manifestanti che «il messaggio di tutti coloro che hanno buone intenzioni e' stato ricevuto e sarà fatto ciò che è necessario».

Il bilancio di Amnesty - Dal 29 maggio, oltre 2000 persone sono rimaste ferite in diverse città della Turchia, quando la polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i manifestanti.

Questo il bilancio fornito da Amnesty International in base a quanto riportato dall'Associazione medica turca. In particolare 1500 persone sono rimaste ferite a Istanbul, 414 ad Ankara, e 420 a Smirne. L'Associazione medica turca ha dichiarato che la maggior parte delle lesioni sono state causate da idranti e lacrimogeni.

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