Rodotà: no alla scuola privata pagata dal pubblico

Il giurista ha ribadito la propria adesione convinta al referendum contro i fondi comunali alle scuole paritarie promosso a Bologna.

redazione 29 aprile 2013
Stefano Rodotà domani non potrà essere l'ospite tanto atteso all'iniziativa dei referendari in programma a Bologna, ma fa comunque arrivare un messaggio con cui intende «ribadire la mia adesione convinta al referendum. Oggi più che mai dobbiamo riprendere il filo, spezzato in questi anni, della politica costituzionale e della legalità che essa esprime.



Questo, davvero, è un punto non negoziabile, per due ragioni. La prima riguarda la necessità di rispettare la chiarissima lettera della Costituzione che parla di una scuola privata istituita "senza oneri per lo Stato"».



Inoltre, prosegue Rodotà nel messaggio inviato all'assemblea delle scuole di Bologna, «bisogna anche ricordare - e questa è la seconda considerazione - che sempre la Costituzione prevede che lo
Stato debba istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi. In tempi di crisi, questa norma dovrebbe almeno imporre che le scarse risorse disponibili siano in maniera assolutamente
prioritaria destinate alla scuola pubblica in modo di garantirne la funzionalità. Non a caso, Piero Calamandrei definì la scuola pubblica "organo costituzionale", individuando la linea dalla
quale non può allontanarsi nessuna istituzione dello Stato».