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Fiscal cliff, Obama sul precipizio

Le borse non festeggiano l'elezione di Obama, e i rialzi non si sono visti. Colpa dell'ombra del fiscal cliff. Le agenzie di rating: Usa rischia di perdere la tripla A.

Desk
giovedì 8 novembre 2012 10:59

Festeggiata una rielezione messa in dubbio fino all'ultimo dal "testa a testa" col mormone Mitt Romney, Barack Obama è rientrato a Washington dove lo apsetta il primo enorme scoglio: quello di decidere il rapporto tra tasse e spesa, il cosiddetto fiscal cliff, in un Congresso che perdipiù non domina.

Ma cos'è il "fiscal cliff"? Si potrebbe tradurre come "precipizio fiscale", ed è il termine utilizzato negli Stati uniti per descrivere che cosa accadrà a mezzanotte del 31 dicembre 2012, una specie di "resa dei conti" fiscale perché terminano una serie di leggi sulle tasse e entrano in vigore leggi come la riforma sanitaria voluta da Obama che invece chiede finanziamenti. Insomma, il dare avere rischia di essere sbilanciato, e di parecchio verso il "dare", ma senza incassi. Qualcuno calcola che il buco potrebbe essere di 4-600 miliardi di dollari. Ovvero, recessione sicura.

Purtroppo finora i segnali non sono stati incoraggianti, perché una Commissione che doveva lavorare proprio sulla serie di misure necessarie per evitare questo "crash" non ha ottenuto molto, complice anche il clima da campagna elettorale. Si spera dunque che ora le cose si mettano in marcia e che Obama, rinnoivato nella sua leadership dal voto popolare, riesca a metter in riga Democratici e Repubblicani, anche se certo il Congresso è praticamente diviso a metà e per i Democratici sarà faticoso conquistare ogni cosa.

Eppure l'idea di una nuova recessione non piace a nessuno, ovviamente. E così l'avvertimento arrivato ieri dalle agenzie di rating poytrebbe mettere in riga più della leadership Obama: Fitch, ad esempio, ha detto che gli Stati uniti rischiano di perdere la tripla A e di ottenere una AAA1. Secondo Fitch, infatti, il fiscal cliff porterebbe la disoccupazione negli Usa nel 2013 sopra il 10%. Ma questa catastrofe è "evitabile".

I mercati, però, non danno credito. E ieri le Borse non hanno dimostrato alcuna effervescenza , nonostante la riconferma del carismatico presidente degli Stati uniti.




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